La FCC ha approvato le nuove regole sulla Net Neutrality

La Federal Communications Commission dice no alle corsie preferenziali su Internet.

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La Net Neutrality ha vinto. La Federal Communications Commission ha infatti approvato una serie di regole in discussione da mesi, destinate ad assicurare che il traffico sul web sia trattato ugualmente per tutti gli utenti e servizi, mantenendo così una rete Internet aperta.

La misura approvata dalla FCC impedirà infatti a provider americani come AT&T e Comcast di creare corsie preferenziali per determinati servizi, o di offrire un servizio più veloce in cambio di pagamenti aggiuntivi: il voto finale ha visto la vittoria per 3 a 2 all'interno della Commissione, che ha posto così fine a una battaglia che aveva coinvolto anche gli organi politici, da chi nel Congresso vedeva di buon occhio le "fast lanes" a chi come Barack Obama invece ha difeso la neutralità della rete.

Il presidente della FCC, Tom Wheeler, ha commentato così il voto finale:

"Internet è troppo importante per permettere che siano i provider di banda larga a fare le regole."

Di parere opposto invece Ajit Pai del Partito Repubblicano, più volte oppostosi alle regole approvate oggi:

"[Il voto] impone regolamenti intrusivi da parte del governo che non funzioneranno per risolvere un problema che non esiste, usando un'autorità legale che la FCC non ha."

La chiave della regolamentazione da parte della FCC dei servizi Internet sta nella riclassificazione delle offerte dei provider come "servizi di telecomunicazione", sui quali il Title II del Communications Act del 1934 dà facoltà di decisione alla Commissione: un punto sul quale si continuerà a dibattere a lungo, anche all'interno delle aule di tribunale dove presumibilmente arriverà tutto quanto.

Per la prima volta, la regolamentazione dei servizi Internet riguarderà pienamente anche chi fornisce connettività wireless: una decisione saggia, visto e considerato che sempre più traffico sulla rete è generato da dispositivi collegati alle reti cellulari.

Via | Bloomberg.com

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