USA e FBI mettono una taglia da $3 milioni su un hacker russo

L'FBI darà 3 milioni di dollari a chi fornirà informazioni decisive su Evgeniy Bogachev, hacker di nazionalità russa responsabile del furto di 100 milioni di dollari. È la taglia più alta messa sulla testa di un hacker nella storia.

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Cospirazione, hacking, frode telematica, frode bancaria, riciclaggio di danaro - ecco alcuni dei capi di accusa che pendono sulla testa di Evgeniy Bogachev, un cittadino russo che è indicato come l’admin alle spalle del network GameOver Zeus, usato in un hack spettacolare quanto dannoso, condotto contro le banche statunitensi. Le autorità americane, e in particolare l’FBI e il Dipartimento di Stato, vogliono informazioni che conducano al suo arresto, e non hanno esitato troppo a mettere la sua faccia su un poster stile Far West e anche una taglia, che è la più alta mai registrata per un hacker: 3 milioni di dollari, il 3% di quello che lui e i suoi compari sono riusciti a far evaporare dai conti online che hanno aggredito. L'FBI, infatti, parla di furti telematici per oltre 100 milioni, comunque una piccola parte di quello che si vocifera venga sottratto al mondo dell'online banking ogni anno.

È stata un’annata terribile per gli hack negli Stati Uniti. Oltre al caso Bogachev/Zeus, Sony Pictures è stata colpita dai nord-coreani e sono presenti come minimo 60 gruppi di cybercriminali collegati ai governi di nazioni, eserciti e stati.

Su Bogachev il responso non è facile: l’FBI molto politicamente rifiuta di commentare possibili legami con il governo russo. Dal canto proprio l’agenzia di sicurezza interna FBV si è detta disposta a collaborare con le forze di polizia americane, seppure tale assenso abbia assunto la forma di tiepide aperture e poco altro. Altri paesi, come la Cina, rifiutano tout-court qualsiasi collaborazione con gli statunitensi, dichiarandosi vittime degli assalti informatici degli USA, non loro carnefici. Il famoso caso del Comment Crew, il gruppo di hacker dell’esercito della Repubblica Popolare, pesa sulla reputazione della Cina almeno quanto i documenti di Snowden su quella del controspionaggio e della polizia federale americana.

Sony Pictures: dipendente racconta l'esperienza dell'hack dall'interno dell'azienda.

Si ritiene che Bogachev viva in Russia, e che non abbia avuto collaboratori o insider dal lato statunitense della gigantesca frode bancaria. Mettere le mani su questo hacker potrebbe insomma rivelarsi estremamente difficoltoso. Conosciamo poche persone che direbbero “no” a 3 milioni di dollari ma un criminale russo, i cui legami e collusioni sono ad oggi ignoti e che si sta godendo la sua parte di 100 milioni di dollari, è probabilmente meno facile da rintracciare del classico hacker “nerd” della filmografia di Hollywood.

Via | Reuters

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