Garante della privacy e Google, accordo con ispezioni nella sede californiana

Il Garante della privacy potrà ispezionare il lavoro di Google per aderire alle leggi attualmente presenti in Italia.

Google-Privacy

Google si adeguerà alle misure richieste dal Garante, a tutela della privacy degli utenti del colosso informatico statunitense. L'Autorità italiana è infatti riuscita a piegare l'azienda americana al proprio volere, facendo sì che Google adotti tutte le misure a tutela della privacy prescritte. Per la prima volta in Europa, come annuncia il Garante, Google dovrà inoltre assoggettarsi a verifiche periodiche con cui verrà monitorato l'avanzamento dei lavori di adeguamento alla normativa esistente in Italia.

L'approvazione del protocollo di verifica fa quindi sì che si passi alla fase di attuazione delle prescrizioni, per le quali Google avrà tempo fino al 15 gennaio 2016: ogni tre mesi dovranno esserci aggiornamenti sullo stato dei lavori, con la possibilità per l'Autorità di effettuare verifiche presso la sede americana di Google, assicurandosi così dei modi in cui l'azienda si renderà conforme alla disciplina italiana.

Le prescrizioni


Ma di cosa stiamo parlando? Che cosa dovrà fare Google per soddisfare il Garante? Prima di tutto, essa dovrà migliorare la sua privacy policy, rendendola più chiara e accessibile, oltre a differenziarla in base ai vari servizi offerti dall'azienda tecnologica, come Gmail, Google Wallet, Chrome, eccetera. La stessa informativa dovrà anche includere dettagli sulle finalità e modalità del trattamento dei dati degli utenti, inclusa la profilazione effettuata mediante l'incrocio dei dati tra diversi servizi, l'utilizzo dei cookie e di altri identificativi come il fingerprinting. E parlando di profilazione, in questo caso Google dovrà prima ottenerne il consenso informato dei propri utenti.

Bacchettate anche in termini di conservazione e cancellazione dei dati, dove Google dovrà migliorare l'infrastruttura per garantire tempistiche precise per la cancellazione dei dati, sia di quelli online sia di quelli archiviati su sistemi secondari. Dovranno anche essere revisionate le regole interne relative all'anonimizzazione, affinché la procedura adottata sia realmente efficace e conforme alle indicazioni già fornite dai Garanti europei.

Nota finale anche per il diritto a essere dimenticati, ambito in cui il Garante non afferma nulla di particolarmente relativo, confermando che continuerà lo scambio di informazioni in merito alle richieste di rimozione che Google ha ricevuto da parte degli utenti italiani.

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