
Giulia Bongiorno, Presidente della Commissione Giustizia della Camera ha dichiarato inammissibili una serie di emendamenti al DDL intercettazioni tra cui quelli presentati dall’On. Roberto Cassinelli (PdL) e dall’On. Roberto Zaccaria (PD) che miravano ad alleggerire gli obblighi di rettifica per siti web e blog.
Gli emendamenti si riferivano al comma 29 dell’art. 1 del DDL intercettazioni, che estende l’obbligo di rettifica ai responsabili dei siti “ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”. Il DDL prevede che tutti i siti e i blog dovranno rettificare entro 48 ore i loro contenuti quando ne ricevano richiesta.
L’emendamento Cassinelli richiedeva di allungare la tempistica a 7 giorni per i siti non registrati presso le cancellerie dei tribunali o presso il registro degli operatori della comunicazione: non si trattava certo della soluzione al problema, ma era perlomeno un piccolo passo in avanti.
Le modifiche dovranno essere effettuate “Con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono” e senza alcun commento. Coloro che non ottempereranno alla rettifica nei tempi previsti, 48 ore appunto, rischiano una multa che va fino a 12.500 euro.
Via | Guidoscorza.it
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22 lug 2010 - 21:29 - #1solo Google si adatta a tutte le situazioni come dimostra il ritrovato accordo con la Cina dopo un brevissimo (e finto) periodo di “ribellione”… figuriamoci se Google rinunciava e lasciava a Baidu il ricchissimo mercato cinese a causa di una “sciocchezzuola” come la censura e la repressione sistematica adottata da un regime dittatoriale
sandro-kensan
22 lug 2010 - 23:19 - #2Io ho un piccolo sito, vedrò se chiuderlo.
Franco Gattoni
23 lug 2010 - 07:31 - #3Purtroppo è il risultato ad un uso spregiudicato del mezzo di divulgazione. Basta una voce e questa, se in grado di suscitare scalpore (quindi lettori->$$$$ anche pochi dovuti a qualche banner), viene riportata a mo di copia incolla. Il fatto che un lettore possa e sottolineo possa informarsi, per accertare/approfondire, tutte le chiacchiere di Internet, non dovrebbe esulare chi scrive(o molto più spesso clona) la notizia dall’informarsi (non dovrebbe essere un dovere giornalistico). Non dovrebbero essere esulati neppure tutti quei siti, che a ragione o torto hanno fatto una levata di scudi contro la loro equiparazione a siti giornalistici professionali, A meno di non mettere un bel disclaimer “Attenzione sito non professione chi scrive non è un professionista, molte notizie sono solo riportate ecc.ecc.”
renzo805
06 ott 2011 - 12:21 - #4Dai va la.. diciamo la verità che i nostri politici sono solo dei poveri pezzenti che hanno paura che qualcuno tramite internet possa diffondere cose a loro scomode.. E noi italiani così imbecilli che c’è anche qualcuno che gli da ragione.. Ci stanno privando di tutte le libertà piano piano.. Siete talmente ottusi che ve ne accorgerete quando sarà troppo tardi.