Hacker rubano 1 miliardo di dollari in 100 banche

Per Kaspersky si tratterebbe dell’attacco più sofisticato di sempre. Non è escluso che sia ancora in corso.

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17 febbraio 2015 - Le indagini sul maxi furto ai danni di centinaia di banche in tutto il Mondo sono ancora in corso, ostacolate dagli stessi istituti di credito che in molti casi preferiscono tacere invece di ammettere di essere stati vittime di un colpo così ben articolato partito col più semplice dei trucchi.

Qualche dettaglio in più è emerso col passare delle ore: il gruppo di hacker, che pare rispondere al nome di Carbanak, non avrebbe danneggiato direttamente i clienti delle filiali, ma avrebbe sottratto le somme in disponibilità delle stesse banche.

Tra le modalità di sottrazione, al di là del trasferimento da una banca all’altra, il gruppo in alcuni casi sarebbe anche riuscito a manomettere i bancomat e far sputar loro fuori ingenti quantità di denaro. Ovviamente dei complici si trovavano sul posto, pronti a raccogliere il bottino in contanti.

I furti, ben orchestrati nei minimi dettagli al punto da riuscire a passare quasi inosservati - non sarebbero mai stati sottratti più di 10 milioni in un solo colpo - potrebbero essere ancora in corso.

Kaspersky lancia l’allarme



Un gruppo di hacker internazionali, probabilmente russi, cinesi ed europei, sarebbero riusciti a mettere a segno un colpo senza precedenti grazie a un malware che ha permesso loro di infiltrarsi nei sistemi di un centinaio di banche in circa 30 Paesi del Mondo e sottrarre decine di milioni di dollari.

Si parla di oltre 300 milioni di dollari soltanto nel 2013, ma la cifra potrebbe essere addirittura di tre volte superiore. A rivelarlo è un rapporto di Kaspersky Lab prossimo alla pubblicazione e ottenuto in anteprima dal New York Times, che si è preso la briga di snocciolare qualche informazione in esso contenuta.

Questo è forse l’attacco più sofisticato che il mondo abbiamo vai misto in fatto di tattica e dei metodi che hanno permesso ai cybercriminali di rimanere nascosti.

Parola di Chris Doggett della divisione nordamericana di Kaspersky Lab, secondo il quale l’attacco potrebbe essere ancora in corso. L’azienda è entrata in possesso della documentazione che proverebbe l’attacco, condotto con un malware riuscito a penetrare nei sistemi informatici delle banche dopo esser stato inviato via mail ai dipendenti.


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Il metodo più classico, insomma: dopo aver ottenuto l’accesso, gli hacker hanno identificato i dipendenti responsabili dei trasferimenti di denaro e, sempre secondo Kaspersky, hanno installato sui loro computer un semplice strumento di cattura di screenshot. Da lì hanno iniziato, con calma e in piccole porzioni, i trasferimenti di denaro verso banche di altri Paesi.

La maggior parte delle somme sarebbero state sottratte a banche russe, ma in alcuni casi gli hacker avrebbero colpito anche in Svizzera, Stati Uniti, Giappone e Olanda.

Le banche sono state prontamente avvisate, così come sono stati allertati anche la Casa Bianca, l’FBI e l’Interpol, l’Organizzazione Internazionale della Polizia Criminale, che stanno indagando sulla vicenda.

Via | New York Times

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