DARPA vuole creare Memex, un motore di ricerca per il darknet

DARPA, l'agenzia del Pentagono che compie le ricerche avanzate nel campo di scienza e tecnologia, sta sviluppando un motore di ricerca per i siti del darknet.

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Un motore di ricerca che trovi gli emuli di Silk Road e anche di peggio - DARPA, un acronimo che sta per Defense Advanced Research Projects Agency, vuole catalogare tutto e renderlo disponibile al law enforcement. DARPA è l’agenzia delle ricerche tecnologiche più estreme, famosa per aver dato il via a intere rivoluzioni - come ad esempio la nascita di Internet.

Quello che DARPA vuole fare è creare una mappa totale della rete, che includa anche il network Tor, dove si nascondono - in mezzo ad altri servizi necessari e utili - anche i criminali. L’anonimato è importante per il giornalismo e per i dissidenti sottoposti a un regime autoritario, ma gli stessi meccanismi sono quello che consente ai malviventi di vendere malware, droga e portare a termine crimini molto peggiori.

I siti su Tor sono conosciuti come darknet o Dark Web o qualche altra variante del termine. Hanno il suffisso .onion e non sono visitabili senza passare attraverso i rimbalzi anonimizzanti del servizio di occultamento. Esistono sia delle directory che li elencano che un vero e proprio motore di ricerca, Grams, che però è sia limitato che dedicato unicamente alla droga.

DARPA non vuole un motore di ricerca statico, vuole un algoritmo intelligente che sappia riconoscere le relazioni tra utenti, sito e sito, commercio e merce. Vuole rintracciare il contrabbando e le persone, avere indizi per trovare indirizzi IP e passare senza problemi da web regolare a darknet.

In una dimostrazione ad uso di un programma di attualità statunitense, il DARPA ha presentato i risultati di una ricerca in un caso di traffico di esseri umani, in puro stile Taken, per rintracciare tanto i rapitori quanto le vittime. Ovviamente non sono state spiegate le meccaniche, ma le fonti dei dati in parte sono state rivelate: IP dei computer, torri cellulari, numeri di telefono e indirizzi, dati di geolocazione e così via. Tutto quello che può essere “munto” da un singolo annuncio pubblicitario e che non è stato ripulito dal malvivente può essere riconosciuto e inserito nell’equazione.

Il progetto si chiama Memex, ed è estremamente interessante. Però ha un difetto: si basa sull’errore umano. Se il criminale non sbaglia nulla, questo search engine pare impotente - però ci sono tanti errori possibili che possono tradire informazioni, e ciascuno di questi errori possibili può essere individuato in modo quasi automatico.

Foto | Foto CC Flickr
Via | Wired

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