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Jessie Slaughter, troll e minacce di morte

Pubblicato: 19 lug 2010 da Gianluca Pezzi

dangerJessie Slaughter è uno dei nickname di una undicenne della Florida. Il suo nome sta facendo il giro della rete: una brutta storia, lo diciamo subito, che mette in risalto il lato oscuro della rete.

Tutto nasce dalla passione della ragazzina per il cantante dei Blood on the Dance Floor, band emo locale. Su Stickydrama un utente accusa il cantante di aver avuto una relazione con Jessie. Lei risponde in malo modo, negando tutto, ma il patatrac deve ancora arrivare.

Jessie pubblica un video su Youtube in cui incomincia a straparlare, cercando di chiudere la vicenda. Non si aspetta di innescare un meccanismo perverso. Il link al filmato viene postato su 4Chan /b, imageboard di gente non proprio dal cuore tenero. In poco tempo gli utenti risalgono al vero nome e cognome dell’undicenne. Da qui al pubblicarlo insieme all’indirizzo ed al numero di telefono, grazie a troll appostati su Tumblr, il passo è breve. Incominciano ad arrivare telefonate e minacce anonime.

A questo punto la prudenza avrebbe dovuto consigliare un comportamento molto cauto. Jessie carica invece un nuovo filmato in cui il padre da sfogo a tutta la propria rabbia. Ed anche in questo caso il risultato è un boomerang: il video diventa un meme del quale incominciano ad abbondare le parodie (”You dun Goofed”, “Consequences will never be the same” e “Cyberpolice”). In breve tempo diventa uno dei video virali più popolari di tutta la rete.

Jessie viene messa sotto protezione da parte della polizia, ma il perverso meccanismo non si ferma: sempre via Tumblr viene messa in giro la bufala del suicidio, in un mix di cinismo e crudeltà.

La prima considerazione che facciamo è quella dell’educazione da dare ai minori che si affacciano in rete. Viene difficile a credere che una ragazzina di quell’età potesse immaginare reazioni così devastanti. Ma… i genitori dov’erano quando Jessie usava internet con così tanta disinvoltura da diventare il bersaglio preferito di un gruppo di troll? Ed una volta capito il problema, davvero pensavano di poter chiudere il conto con il video del padre?

Questa volta non abbiamo, almeno per ora, un lieto fine. La vicenda non sembra avere infatti una conclusione: l’unica certezza è l’attacco compiuto con violenza inaudita nei confronti di una undicenne e di suo papà.

Su Gawker la cronistoria completa.

Foto | Flickr

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14 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di rikstyle

    rikstyle

    19 lug 2010 - 17:19 - #1
    2 punti
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    Già il fatto che la ragazzina abbia pubblicato su Youtube un video per “smentire” la dice lunga non tanto sull’età, ma proprio su quanto sia idiota, per dirlo a parole terra terra.

  • MaZe_

    19 lug 2010 - 17:29 - #2
    0 punti
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    Lulz,
    ma poi.. chissene? Siamo su downloadblog, mica 4chanblog.

  • honeymoonchil

    19 lug 2010 - 17:32 - #3
    0 punti
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    @1 è una ragazzina di undici anni, con le tecnologie di ora certe stupidate c’era da aspettarsele.
    piuttosto dove sono i genitori in questi casi?

  • btard

    19 lug 2010 - 18:55 - #4
    0 punti
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    @2 se guardi, sta pure in homepage di Repubblica.it :D

  • Profilo di mrkappa

    mrkappa

    19 lug 2010 - 19:09 - #5
    0 punti
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    @3 I genitori semplicemente hanno preso parte al video. Sta scritto anche nel post :)

  • daasdada

    19 lug 2010 - 21:10 - #6
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    e i genitori devono mettersi a guardare la cronologia deiragazzi, per sapere tutto quello che hanno fatto al pc?

    non è che un undicenne va sempre a dire ai genitori cosa sta facendo al pc..
    e io non mi aspetterei che mia figlia facesse una cosa simile.

    E poi il problema non è lei, ma quei coglio*i che si sono messi a cercare suo nome cognome indirizzo.
    E che bisogno c’era? sono loro gli idioti!

  • Profilo di clauderouges

    clauderouges

    19 lug 2010 - 21:43 - #7
    0 punti
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    Questa cosa dovrebbe fare riflettere non tanto sulle tecnologie ma sull’uso che ne facciamo. I ragazzi sono imprepararti all’uso responsabile delle tecnologie ma gli adulti lo sono ancora di più. Primo per ché non le capiscono, secondo perché non ne conoscono le potenzialità. Tra l’altro diventa sempre più difficile per un adulto cotnrollare la vtia privata dei propri figli e la vita privata dei figli è sempre meno privata e sempre più pubblica. E’ un controsenso ma è così.

  • senzapatria

    19 lug 2010 - 22:59 - #8
    0 punti
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    E intanto il meme continua: http://www.youtube.com/watch?v=5g98TAjeXmw

  • una gigantesca cesoia idraulica

    19 lug 2010 - 23:11 - #9
    0 punti
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    dopo il Microsoft KIN anche il Nexus One di Google è morto http://googlenexusoneboard.blogspot.com/2010/07/update-nexus-one-changes-in.html

  • Profilo di thelostone

    thelostone

    20 lug 2010 - 00:22 - #10
    0 punti
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    La storia può essere sintetizzata in ogni suo aspetto e senza perdita di particolari significativi in una parola:
    Idiozia.
    Non ho capito dov’è la parte in cui dovrei stupirmi, però.

    una brutta storia, lo diciamo subito, che mette in risalto il lato oscuro della rete

    Sì!? Sarà.

  • nettu

    20 lug 2010 - 08:19 - #11
    0 punti
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    Adesso tutti a dare addosso alla ragazzina “idiota”. Come se fosse possibile per lei aspettarsi una roba del genere. Il problema non è la ragazzina, il problema è la comunità di dementi di 4chan.

  • VilCatto

    20 lug 2010 - 09:01 - #12
    0 punti
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    Intanto un gruppetto su 4chan ha coordinato un attacco ai server di Gawker, apparentemente perché colpevole di aver reso pubblica la vicenda degli attacchi a Jessie Slaughter.

    Nel difendere la rete bisogna far attenzione a non cadere nell’eccesso opposto, finendo con il tollerare in rete comportamenti che trasposti nella vita reale sarebbero legalmente perseguibili.

  • agas

    20 lug 2010 - 13:15 - #13
    0 punti
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    we did it for the lulz…

    I BACTKRACED IT!!!

  • angry dad

    20 lug 2010 - 14:27 - #14
    0 punti
    Up Down

    consequences will never be the same

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