Come anticipato a ottobre, a partire da oggi 1 luglio la banda larga è un diritto riconosciuto dalla legge di ogni cittadino finlandese, che dunque può reclamare per sé una connessione di almeno 1Mbps in attesa dei meravigliosi 100Mbps promessi dal Governo entro il 2015.
Senza ritardi o quant’altro, la Finlandia ha così fatto in modo in soli 9 mesi che i provider siano obbligati da oggi a fornire tale banda a ognuno dei 5 milioni e passa di cittadini. In Italia al momento non siamo andati oltre le promesse, anche se ovviamente il numero di Finlandesi è ben lontano dai 60 milioni di Italiani, tra i quali ancora troppi molti non hanno nemmeno accesso a una ADSL.
Via | BBC.co.uk
Cifra WM
01 lug 2010 - 13:49 - #1Avrà tanti difetti ma, porca miseria, quanto è avanti.
Un’esempio.
gigi78
01 lug 2010 - 13:58 - #2popoli civili
clauderouges
01 lug 2010 - 14:26 - #3Va beh, il paragone con l’Italia è fuori luogo. Qui stiamo aprlando di paesi civilizzati…
thelostone
01 lug 2010 - 15:20 - #4Mi viene da piangere.
tkmatt
01 lug 2010 - 22:48 - #5si ma prima di iniziare con il solito piagnisteo tutto italiano ditela come va detta…
Paesi Civilizzati vuol dire che
- se si attacca a lavorare alle 8 non è che poi “massi alle 8.10 fa lo stesso…”
- se c’è divieto di parcheggio non è che poi “ma tanto la lascio solo 5 minuti”
etc etc
E’ da queste piccole cose che si vede la gente, e la gente sceglie il modo che ritiene piu giusto per vivere. L’arte dell’arrangiarsi è una cosa che genera effetti a volte simpatici a volte meno simpatici. E siccome persone=società=stato=servizi non possiamo voler stare al mondo come beduini e avere servizi da nordeuropei
Idem il lavoro
Idem le pensioni
Idem tutto..abbiamo una nostra identità culturale che si riflette al 100% in ciò che abbiamo…e lo stesso i Finlandesi o i Giapponesi o i Tunisini.. a volte porta vantaggi e a volte svantaggi…
L’unica cosa da NON fare è diventare ipocriti e piangersi addosso perchè alla fin fine abbiamo solo quello che siamo e che ci meritiamo, politici inclusi.
n1ghtm4r
01 lug 2010 - 23:00 - #6perché hai cancellato troppi? ci stava benissimo
gattamorta
02 lug 2010 - 09:27 - #7tkmatt:
attento a come parli dei beduini !!! non sottovalutiamo popoli e nazioni che a torto consideriamo arretrati e sottosviluppati; potrebbero darci dei punti dove nemmeno ci aspettiamo …
rikstyle
02 lug 2010 - 10:59 - #8Troppi era perfetto.
ilgrillo
02 lug 2010 - 14:03 - #9tkmatt, se sei una donna ti sposo.
thelostone
03 lug 2010 - 02:02 - #10tkmatt, non mi trovi d’accordo. Il tuo è il tipico discorso pressappochista che fa di tutta l’erba un fascio livellando verso il basso per giustificare la situazione attuale.
Sento di meritarmi un’Italia così? No.
Faccio quel che posso per cambiarla? Sì.
Il fatto di abitare in un Paese sottosviluppato, sottoacculturato, popolato da mèrde di ogni tipo vuol dire che io faccia parte delle suddette mèrde? No.
Se senti di avere quello che meriti, mi dispiace per te. Forse ti sei accontentato di troppo poco.
@ 6 e 8 è consigliata la lettura di
http://it.wikipedia.org/wiki/Ironia
;)
sscarduzio
03 lug 2010 - 08:37 - #11Io vivo e lavoro in Finlandia da quasi un anno. Da italiano condivido al 100% il commento di tkmatt.
Solo aggiungerei: in generale se un Paese ha più contribuenti, fare investimenti pubblici é in teoria più facile. In teoria se loro sono solo 5M e noi 60M, l’effetto delle economie di scala dovrebbe avallarci, non l’opposto come fa intendere l’articolo.
ilgrillo
03 lug 2010 - 12:03 - #12@thelostone
Io penso che tkmatt abbai solo fotografato l’Italia che conosciamo senza ipocrisie. Ovvio che tra i singoli ci sono persone splendide che s’impegnano, ma concordo che sono in numero così misero che il loro apporto per un reale cambiamento è davvero nullo.
Soluzioni?
Ci penso da una vita.
Da parte mia provo sempre a essere il più onesto possibile, ma da solo non faccio di certo l’Italia anche se è chiaro che è l’azione di tanti singoli crea il cambiamento.
Purtroppo la media è spaventosamente uguale alla fotografia di tkmatt, inutile passarci sopra.
Ciao.
thelostone
03 lug 2010 - 16:37 - #13ilgrillo, concordo sul fatto che tkmatt descriva la nostra Italietta piuttosto bene. Vivendo per mia disgrazia a Roma mi ritrovo a constatare mio malgrado ogni giorno e in prima persona l’inciviltà, la disonestà, la malafede e l’idiozia della gente, quelle per cui siamo macchiette agli occhi del resto del mondo. Quelli che si arrangiano. Pizza spaghetti e mandolino. La Repubblica delle Banane.
Quello su cui non sono d’accordo è il suo discorso per cui tutti abbiamo ciò che ci meritiamo. Voglio dire, se ritenessi di meritarmi di vivere in un posto così mi sminuirei. E non voglio farlo. Perchè io valgo. ( ora comprerete lo shampoo, era subliminale )
È vero che c’è tristemente poco che possiamo fare per cambiare la situazione, a parte votare persone apparentemente oneste e comportarci civilmente. Ma rimangono poche gocce nell’oceano.
Io dal canto mio appena posso saluto tutti e l’Italia me la vedo bellamente in cartolina, senza rimpianti. Andasse a picco, sarei il primo ad esultare.
Per tornare al discorso della banda larga come diritto, noi non avremo mai questo tipo di riconoscimento. Con praticamente ogni azienda legata a doppio filo alla politica, tra amichetti e compagnucci figurati se lo Stato ha veramente il potere di obbligare qualcuno a fare qualcosa.
Inoltre i Paesi del nord Europa hanno storicamente pressioni fiscali altissime, molto superiori a quella italiana. La differenza è che lì i cittadini non evadono, lo stato non ruba, e quindi con i soldi delle tasse vengono effettivamente offerti servizi veri.
Sono stato qualche giorno in Svezia, e credo che in Finlandia la situzione sia simile: regna il decoro, l’ordine. Sembra di stare nel mondo dei sogni.
Poi quando ti giri e vedi le svedesi sembra ancora di più di stare nel mondo dei sogni :)
ilgrillo
03 lug 2010 - 18:09 - #14Concordo sulle svedesi :)
E anche sul resto.
Secondo me però hai interpretato il suo “abbiamo ciò che ci meritiamo”.
Ovvio che non si riferiva a te, me o se stesso o chiunque altro la pensi come noi. Quel “noi” era riferito al sistema Italia, cioè la media delle persone che lo plasma, che ci rende così… (scegli l’aggettivo :) ). E che quindi crea l’italietta sulla quale convieni.
Tutto qui.
Anch’io sto pensando di andare via. Sarà molto difficile per altri motivi, non certo per l’attaccamento al mio paese di nascita che, purtroppo, non ho mai sentito.
Sono troppo diverso.
:)