L'Arcivescovo di Canterbury contro Twitter: non è il posto dove risolvere le controversie

L'Arcivescovo di Canterbury si scaglia contro Twitter e i social network: non è il posto dove risolvere le controversie, il disaccordo sui social media va contro gli insegnamenti della Bibbia.

Arcivescovo di Canterbury vs Twitter: chi la spunterà? A dire il vero l'Arcivescovo di Canterbury Justin Welby non si è scagliato solo contro Twitter, ma anche contro i social network in generale. In pratica l'Arcivescovo ha dichiarato che i social network come Twitter, Facebook, ma anche i blog in generale non sono il posto dove risolvere le controversie, anzi, che in generale il disaccordo su di essi va contro gli insegnamenti della Bibbia. Non ricordo esattamente che la Bibbia parlasse di social network, ma forse mi sono persa qualche paragrafo.

L'Arcivescovo di Canterbury è contrario ai social network: ecco il perché


Justin Welby

Curiosamente Justin Welby ha pubblicato la sua dichiarazione sul suo blog, quindi in generale non è contrario a internet o al mondo del web: ha espresso preoccupazione solamente per quanto riguarda le controversie online, suggerendo che piattaforme come Twitter, Facebook o i blog stessi non siano il posto migliore per risolvere dispute e controversie.

Il post in questione di intitola "On tweeting and touching" e prende in esame il processo di riconciliazione rapportandolo al crescente utilizzo dei social network in merito proprio alla risoluzione delle dispute. L'Arcivescovo si chiede quale possa essere l'impatto negativo della discussione e del dibattito sull'anima degli utenti: spesso la comunicazione online amplifica i problemi piuttosto che curarli. Beh, proprio tanto torto non ha, infiniti e continui sono i flame che nascono sui social network e blog.

L'Arcivescovo di Canterbury poi spiega ulteriormente che il problema è che nei social media mancano la sottigliezza, il tono e le sfumature che possono esserci nel mondo reale. Ecco cosa scrive: "Le sfumature che perdiamo quando comunichiamo elettronicamente hanno a che fare con l'espressione, il tatto, con l'aspetto faccia a faccia di una relazione. I social media non mostrano le lacrime negli occhi, una mano sul braccio quando qualcuno ti dice qualcosa di doloroso, il linguaggio del corpo che parla del turbamento interiore, l'angoscia profonda o anche il rispetto. E' semplicemente lì, di solito per sempre".

L'Arcivescovo afferma che dirimere le controversie nell'ambito digitale non è il modo in cui la Bibbia ci insegna a comportarsi. Secondo le Sacre Scritture, i migliori esempi di disaccordo e tensione vengono risolti di persona. E conclude così: "L'amore spesso ci dice di non twittare. L'amore spesso ci dice di non scrivere. L'amore spesso ci dice che se si deve fare un rimprovero, è meglio farlo di persona e con un tocco, un braccio intorno alle spalle e le lacrime agli occhi che possono essere visti dalla persona che si sta rimproverando". Voi che ne dite? Ha ragione?

Via | UK Business Insider

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