Microsoft pubblicherà i codici sorgenti

Alla fine del lungo braccio di ferro da UE e Microsoft la vincitrice è la prima che ha imposto all'azienda americana, dopo una lunga lotta per l'antitrust, di pubblicare i codici sorgenti dei propri sistemi operativi se vogliono ancora venderli nelle PA.

Della notizia ne parlano in molti e con diversi toni.

La decisione, che arriva dopo 8 anni di bracci di ferro con Bruxelles, è guardata con molta attenzione, ma anche con un po' di scetticismo: come dicono gli inglesi, "il demonio sta nei dettagli". Tipo, nelle licenze d'uso, negli accordi di non-disclosure da firmare, nei rischi per il reverse engineering, nei rischi in caso di esistenza di brevetti su meccanismi implementati dal codice, ecc.

Inoltre la mossa di Microsoft è stata molto furba e di facciata perchè ad essere diffusi saranno soltanto "pezzi del sistema operativo" poco utili alla sola integrazione con altri software. E, gli unici che beneficieranno di tale iniziativa saranno solo partner accertati che dovranno acquistare nuove licenze di sviluppo.

Resta il fatto che la commissione dell'UE è rimasta abbastanza fredda alla notizia, ribadendo che dovrà essere rispettata anche la scadenza del 15 febbraio durante il quale dovrà essere consegnata la documentazione riguardante i protocolli usati dai sistemi server.

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