Milioni di auto tracciate segretamente dalla DEA in USA: nessuna regola, nessun tribunale

La DEA ha creato un network di fotocamere che spiano tutte le targhe e gli spostamenti dei cittadini americani. È usato per combattere il crimine, ma i dati di tutti sono trattenuti per sei mesi.

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È davvero difficile rinunciare a seguire tutto il percorso che conduce lungo una "china scivolosa", se sei una forza di polizia. O per lo meno, questo è quello che ci risulta evidente ogniqualvolta arrivi una nuova notizia dagli Stati Uniti: oggi tocca alla DEA, la Drug Enforcement Administration. Qualche hanno fa l'agenzia ha preso alcune decisioni per il bene comune, che sono risultate in quello che a tutti gli avvocati dei diritti civili paiono come terrificanti violazioni della privacy.

Già, perché la DEA ha creato un network di fotocamere con più di 100 unità che si estende attraverso alcuni degli stati del sud degli USA, ma che comprende anche ramificazioni nella East Coast. Queste fotocamere non sono autovelox, ma ricordano di più il nostrano sistema Tutor: registrano la targa, la direzione e l’ora di passaggio di un autoveicolo e lo trasmettono al server della DEA. Se l’auto in questione risulta rubata oppure appartenente a un criminale ricercato, scatta una “flag”, un allarme che mette sul chi vive i poliziotti federali - e tutti i loro amici.

Il sistema della DEA, infatti, oltre a essere estensivo e super veloce, è anche interconnesso tra dipartimenti. Installato a partire dal 2008, ha portato all’arresto di centinaia di spacciatori, al sequestro di tonnellate di droga e alla cattura di sospetti invischiati in crimini gravi, come omicidio, rapimento e aggressioni. Ma è anche accessibile a ogni agente federale, statale o locale - e il processo con cui si accede lo stabilisce la DEA. Per essere chiari: nessun giudice, nessun tribunale, nessuna corte ne sapeva nulla.

Se la storia fino a questo punto vi sembra un’anomalia, persino negli USA, allora risulterà ancora più inquietante scoprire che i dati degli intercettati vengono conservati per sei mesi - come minimo - e che alcune delle fotocamere scattano anche foto al conducente e ai passeggeri. Le macchine fotografiche si attivano al passaggio di chiunque, se sono accese, e questo vuol dire che la DEA ha accesso agli spostamenti di una gran parte dei cittadini americani.

Più o meno tutti apprezzano una forza di polizia efficiente che cattura i criminali in tempi brevi. Non è però detto che tale supporto si debba estendere a operazioni che coinvolgono una sistematica raccolta di dati sulle attività di ogni individuo nei confini nazionali, anche perché gli stessi dati possono essere richiamati a volontà e passati ad agenzie molto più inquietanti.

Via | Network World
Foto | CC Flickr

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