La raccolta di dati attraverso le reti wireless, che sia stato un reale frutto di errore o meno, accompagnerà Google per lungo tempo: dopo alcune nazioni europee (Germania in testa) e Australia, tocca agli Stati Uniti indagare su quello che dall’organizzazione Privacy International è stato definito un chiaro intento criminale.
A pronunciarsi in merito è stato Richard Blumenthal, procuratore generale del Connecticut, ai microfoni del New York Times:
“Violare le legittime aspettative di privacy da parte di proprietari di case e aziende è una problematica straordinariamente seria, e vogliamo tutta la verità quanto più presto possibile. In questo momento stiamo facendo domande ma francamente alcune delle risposte ricevute finora hanno aggiunto altre domande che abbiamo fatto all’azienda”
Risposte dunque ottenute, ma senza chiarezza al punto da portare le autorità a compiere ulteriori accertamenti sull’accaduto, che minaccia di portare Google di fronte a serie conseguenze nonostante la sua volontà (un po’ tardiva) di cedere i dati ai Governi, soluzione che nel nostro recente sondaggio non è risultata essere la vostra preferita dato il 92% dei voti andati alla loro cancellazione completa.
Via | Mashable.com
la perdita di petrolio si poteva fermare subito!
17 giu 2010 - 08:52 - #1ma va… quei “santi” di Google sotto inchiesta????? …è proprio vero… “non c’è più religione!” (e neanche le mezze stagioni… :)
alc0r
17 giu 2010 - 09:17 - #2Warning: troll alert
la perdita di petrolio si poteva fermare subito!
17 giu 2010 - 09:59 - #3ma non hai niente di meglio da fare che insultare, alcOOGLE?
maurr
17 giu 2010 - 13:23 - #4Google e’ il diavolo google e’ l’imperatore del male etc etc..mentre invece Murdoch e il suo impero per esempio sono opere di carita’.
L’unica differenza e’ che in cambio di pubblicitaì offre servizi che FUNZIONANO e come nel caso dei libri ha creato un opera fruibile da tutti…