La fotografia a lato è tristemente famosa ed è entrata nella memoria collettiva, tanto che anche chi nel 1989 era troppo piccolo per capire cosa stesse accadendo in Cina intuisce a cosa si riferisca. In poco più di vent’anni l’approccio della Repubblica Popolare Cinese al dissenso ha assunto caratteri più sfumati, ma l’immagine dell’anonimo rivoltoso è ancora molto attuale. Soprattutto nel giorno del 21° anniversario della rivolta.
Gli scontri di Piazza Tiananmen avvennero nella notte tra il 3 e il 4 giugno, per il fuso orario italiano: proprio ieri molti utenti cinesi di internet hanno segnalato attraverso gli aggiornamenti di stato su Twitter il blocco di Foursquare. Pare che si siano registrati numerosi check-in sul luogo della rivolta e il governo abbia riconosciuto il fenomeno come un atto sovversivo, bloccando momentaneamente l’accesso alla piattaforma.
Foursquare si configura piuttosto come un “gioco” basato sul geocaching, ma la Repubblica Popolare Cinese non intende abbassare la guardia: poco importa che di mezzo ci sia la libertà della rete. Sembra proprio che la svolta democratica nel Paese non abbia ancora raggiunto un livello accettabile di maturità. Certo non si può paragonare un firewall a un carrarmato, ma l’emancipazione dei Cinesi passa soprattutto da internet.
Via | TechBlog86
samuele8
05 giu 2010 - 10:15 - #1alla faccia di quegli ingenui in buona o in mala fede che sostenevano che le olimpiadi in Cina sarebbero servite a promuovere la democrazia in quel paese. Le manifestazioni sportive non sono MAI servite per questo scopo e non avranno mai alcun effetto. Servono solo per la propaganda di quei regimi. Vedasi precedenti delle Olimpiadi in germania durante il nazismo, i mondiali di calcio in Argentina, ecc.
Siamo da 20 anni nella stessa situazione di diritti umani violati e non penso ne bastino altri 20.
Khamel
05 giu 2010 - 15:17 - #2Ma che paese di mer*a…
DGX
06 giu 2010 - 17:46 - #3La censura in Cina ha il suo motivo di esistere: la storia del Paese è fatta di una rivoluzione comunista (quella del grande Mao nel 1949), in pieno accordo con la dottrina marxista. Nella delicata fase della dittatura del proletariato (fase necessaria), devono essere impediti tutti i tentativi di contro-rivoluzione, con ogni mezzo possibile.
La Cina si trova anche in un diretto contrasto con gli USA, che tentano in tutti i modi di diminuirne il potenziale economico, ad esempio tentando di frammentare lo Stato fomentando rivolte in Tibet. Per fortuna i dissidenti sono pochi e non sono per niente appoggiati dal popolo.
La censura, per quanto spiacevole, è necessaria, almeno in questa fase transitoria del comunismo.
patri
06 giu 2010 - 19:47 - #4Mi pare che gli Amministratori della Cina che si occupano dell’Internet stiano esagerando nel filtrare siti su siti..
Ma dico io, non hanno di meglio da fare?
A che scopo filtrare questi siti?
Vogliono per forza che tutto il paese la pensi come loro?