L’angolo della nostalgia: i software di ieri, Usenet

Sono tanti i newsgroup che hanno fatto la storia, anche in Italia.

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C'era una volta Usenet insieme ai suoi newsgroup. Ormai quasi completamente dimenticati nell'anno 2015 in cui ci troviamo, i gruppi di discussione possono essere ritenuti gli antenati dei moderni forum, con alcune differenze sostanziali soprattutto dal punto di vista tecnico.

In voga fino ai primi anni del nuovo millennio, Usenet poggia (visto che in realtà esiste ancora!) le sue fondamenta su una piattaforma distribuita, all'interno della quale non esiste un'entità centrale: le modifiche vengono propagate attraverso i vari server, che immagazzinano e inviano i messaggi l'un l'altro permettendo agli utenti di usare il proprio fornitore di servizi locale per interagire con persone da tutto il mondo.

Proprio la natura decentralizzata di Usenet ha fatto sì che le aziende preferissero dotarsi di strumenti propri per far discutere gli utenti di argomenti che le riguardino: da qui si è progressivamente abbandonato il modello newsgroup, privilegiando la creazione di forum amministrati singolarmente anche per salvaguardare maggiormente la riservatezza dei dati e la possibilità di moderare in modo più efficiente i contenuti.

I newsgroup esistiti ed esistenti sono tantissimi, alcuni dei quali hanno fatto la storia anche in Italia: basti pensare alle intere gerarchie it.arti.*, it.hobby.*, it.sport.*, it.fan.* e it.discussioni.*, oltre all'indimenticabile it.comp.* per gli amanti dell'informatica. Al 10 giugno 2006, secondo Wikipedia, ISC (Internet Systems Consortium) contava 45.298 newsgroup presenti sulla rete.

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