
Finalmente gli open data approdano in via ufficiale anche nel nostro Paese: alla fine del mese di marzo un’iniziativa simile era stata intrapresa unilateralmente dai Radicali per pubblicare i dati di spesa del parlamento italiano, ma non si trattava ancora di un progetto governativo. La Regione Piemonte è la prima amministrazione a fornire un database d’informazioni liberamente scaricabili.
Il progetto, salvo diversa indicazione, pubblica i dati raccolti per il Piemonte sotto licenza Creative Commons: siamo ancora lontani dagli esempi britannici e statunitensi che prevedono l’uso di API per l’accesso alle informazioni direttamente dai server su cui risiedono, ma l’apertura dell’amministrazione piemontese è un sintomo positivo per l’adozione degli open data anche in Italia.
Le informazioni raccolte dalla Regione Piemonte su studenti, ICT e codifiche comuni possono essere scaricate come archivi compressi: i dati sono formattati come CVS. Il progetto piemontese invita al feedback degli utenti per migliorare i propri servizi e l’unica “pecca” visibile è la mancanza di un vero help center, rimpiazzato dall’ennesimo form per contattare l’amministrazione.
Via | Nicola Mattina
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