
Tra mercoledì e giovedì scorso è stato presentato al Google I/O 2010 un nuovo codec video open source che è già stato accolto positivamente da tutti i principali produttori di browser (escludendo Apple che detiene i diritti dello standard H.264) per HTML5: le ultime versioni sperimentali di Chrome, Firefox e Opera supportano già WebM — noto anche come VP8.
Anche Microsoft ha ufficializzato che includerà il supporto a WebM/VP8 con Internet Explorer 9, proseguendo positivamente con la politica di riavvicinamento agli standard reali e de facto: Simon Phipps di Computerworld UK non ha esitato a sottolineare che WebM non è open source nel senso più stretto del termine o, almeno non lo è ancora. Si attendono risposte da Google.
Polemiche a parte, la notizia è che Miro Video Converter 2.0 supporta WebM ed è la prima applicazione per OS X e Windows totalmente gratuita e open source a consentire la transizione al codec VP8: chi intendesse mettere alla prova la qualità di WebM può scaricare l’ultima versione di MVC (il sito non è stato ancora aggiornato con WebM tra i codec previsti in calce).
Via | The H Open
Marco Ermini
28 mag 2010 - 14:43 - #1H.264 non è proprietario Apple, notizia sbagliata. H.264 è un formato aperto, disponibile in US sotto licenza dal gruppo MPEG-LA e in Europa… non abbiamo i brevetti sugli algoritmi, quindi è libero. Apple è una delle molte aziende che ha una licenza, essendo parte del consorzio, come d’altronde Microsoft, Sony, Siemens, Panasonic, Toshiba, NTT DoCoMo, e così via.
http://www.mpegla.com/main/programs/AVC/Pages/Licensors.aspx
Apple ha giustamente criticato VP8 perché
1) copia (letteralmente) parti di codice da H.264, quindi è soggetta a denuncia (Apple sta contemplando la possibilità di andare in tribunale)
2) il formato di VP8 è raffazzonato ed è stato congelato senza attendere il feedback degli utenti, infatti Google ha già rigettato le prime patch
3) il supporto in HW è molto difficile per via di come l’algoritmo è stato concepito - al contrario di H.264. Pertanto è difficile implementarlo su dispositivi mobili ecc.