
L’Electronic Frontier Foundation (EFF) ha pubblicato i risultati di una ricerca secondo la quale – a prescindere dall’uso dei “famigerati” cookie – i browser lascerebbero delle indelebili impronte di sé durante la navigazione e in 8 casi su 10 questi fingerprint sarebbero unici e perciò facilmente identificabili da un eventuale tracciamento da parte di terzi.
In realtà, effettuando il test di Panotpiclick senza barriere (antivirus, firewall, ecc.) abilitate a livello hardware/software i dati che vengono mostrati come a rischio sono piuttosto “anonimi”, banali e facilmente riproducibili su un numero elevato di piattaforme: si parla di sistema operativo, tipo e versione di browser, risoluzione dello schermo, font installati.
Oltre a plugin come Flash Player e Java non c’è poi molto di cui avere timore: il test non rintraccia alcun ID univoco e neppure l’indirizzo IP del sistema da cui è stato lanciato. Perciò la presunta esistenza di queste impronte si basa esclusivamente sulla probabilità che i dati di cui sopra corrispondano a una sola macchina. Una tesi piuttosto “debole” per allarmarsi.
dave_ve
19 mag 2010 - 08:18 - #1Ma non capisco se questo e’ un vostro commento oppure riportate un commento di qualcuno. In ogni caso mi pare che ci siano parecchi motivi per allarmarsi.
In sostanza a meno di non prendere alcune contromisure siamo tracciabili quando siamo su internet: praticamente se due servizi che colludono possono collegare due accessi fatti dalla stessa persona anche se questa usa credenziali completamente diverse.
Se questo vi sembra poco, fate colludere due servizi che non dovrebbero mai farlo (es. un servizio medico a cui chiedete informazioni su una certa patologia ed un’assicurazione medica presso cui avete sottoscritto un polizza assicurativa)
time'n doom
19 mag 2010 - 09:29 - #2All’autore forse sfugge il punto del “terrorismo” della EFF: anche se tu disabiliti i cookie, cmq all’ 80% almeno chi vuole può riuscire ad identificarti unicamente ovunque sul web grazie ad altre tracce “anonime” lasciate dal tuo pc.
warpmaster
19 mag 2010 - 14:55 - #3Raramente si leggono tante cavolate in così poche righe.
sandro-kensan
19 mag 2010 - 16:14 - #4A me questo sembra un problema, non capisco l’articolista perché parli di terrorismo.
secustudy
29 ott 2011 - 23:35 - #5Stiamo realizzando uno studio per valutare le potenzialità delle tecniche di browser fingerprinting.
Per aver un’idea del tipo dei dati che possono essere utilizzati per creare un’impronta del vostro browser e per testare quanto e’ unica la vostra impronta, se vi va, visitate il link:
www.secustudy.com
Lo scopo dell’analisi e’ quello, raggiunto un buon campione di dati, di elaborare tecniche per contrastare questo tipo di tracciabilità