Privacy - il prossimo grande problema per Google

La questione privacy rischia di diventare per Google quello che la questione security è diventata per Microsoft: una gigantesca sorgente di grattacapi dal punto di vista dell'immagine, e un problema che potrebbe richiedere all'azienda di cambiare il modo in cui lavora, come fa notare Edward Felten.

La diffusione su tutti i mass-media della richiesta di informazioni da parte del dipartimento di giustizia USA (DOJ) e del rifiuto da parte di Google è un buon inizio.

E' incredibile la quantità di dati che era stata richiesta inizialmente dal DOJ:

Un file elettronico contententi tutte le URL che è possibile localizzare tramite una query al vostro motore di ricerca al 31 luglio 2005 .... tutte le query che sono state inserite nel vostro motore di ricerca tra il 1° giugno 2005 e il 31 luglio 2005".


Dopo che Google ha risposto "non c'è verso" a questa prima richiesta, il DOJ ha riformulato con le richieste rese pubbliche nei giorni scorsi.

Diventa anche più comprensibile il rifiuto da parte di Google e l'intenzione di difendere il rifiuto davanti ad un giudice. John Battelle spiega le ragioni: la composizione dell'indice e le query usate sono "segreti industriali" che ogni motore di ricerca difenderebbe con le unghie e con i denti, a prescindere da considerazioni sulla privacy degli utenti. Infatti, se questi dati venissero passati al governo e questo li usasse in un procedimento penale, ci sarebbe un alto rischio di diffusione all'esterno (ai media e/o ai concorrenti) di questi dati.

Finora, chi usa Internet non ha ancora troppe remore nell'usare Google per fare ricerche su temi che gli creerebbero imbarazzo se dovesse parlarne con gli amici, con il proprio compagno, con il proprio medico o con il proprio confessore.

E' ovvio che questo cambierebbe se ci fosse il rischio che le ricerche usate potrebbero rivoltarglisi contro. Un paio di scenari plausibili:

  • una causa di divorzio ("mi ha sposato e poi ha continuato a fare ricerche su Paris Hilton" ...) o per l'affidamento di un figlio ("come può un pervertito che fa ricerche su temi del genere essere un buon padre ...");
  • una causa per rimborso spese mediche da una assicurazione ("ha sottoscritto la polizza quando già sapeva di avere quella condizione medica, come dimostrano le sue ricerche all'epoca ...");

Mille altri se ne possono immaginare. E al quartiere generale di Google possono benissimo immaginarsi un milione di ragioni per cui gli utenti potrebbero cominciare ad "autocensurare" le proprie ricerche e ad usare meno il motore di ricerca (anatema!). Soprattutto se il tema privacy delle ricerche diventa più importante e qualche altra azienda cominciasse ad offrire servizi con precise garanzie al riguardo ("su anonysearch le tue ricerche e il tuo click-stream non sono archiviati").

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