William F. Melchert-Dinkel, consulente per suicidi online


Uno strano tipo, questo William F. Melchert-Dinkel del Minnesota. Sono mesi che si finge una donna online. Un'infermiera, per l'esattezza. E, fin, qui, nulla di apparentemente bizzarro: siamo abituati a ben peggio, online. Quel che lo rende unico - e, probabilmente, condannabile dalla giustizia americana - è il fatto che passa buona parte del suo tempo libero a suggerire alla gente come suicidarsi. Attraverso forum appositi.

Sono già due i casi di suicidio "riusciti", attraverso la sua consulenza. William si occupa nel dettaglio anche delle tecniche più efficaci. Ora, è stato arrestato e accusato di "suicidio assitito". Eppure, di norma, un reato del genere si configura per chi è direttamente - fisicamente - coinvolto in un suicidio. Non in cui, senza partecipare delle motivazioni che spingono all'estremo gesto, si offre solo come "guida" sui mezzi da usare.

La notizia dell'arresto sta facendo discutere l'opinione pubblica americana: non tutti sono d'accordo nel definirlo colpevole o colpevolizzabile. E' più importante la libertà di espressione online o prevenire altre perdite di vite umane?

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