Facebook e le svastiche: dalla vignetta di Biani alle pagine inneggianti al fascismo

La vignetta mostrava un'italia nera sorvolata da una nerissima e nazista stella cometa, a commento degli arresti disposti contro un gruppo clandestino neofascista. Uno spunto per un viaggio negli standard della community di Facebook

5 gennaio 2015 – Epilogo della storia? In parte.

Dopo la rimozione della vignetta di Mauro Biani e quella della pagina "Portale del Nazismo", ho rivolto altre domande a Facebook, a proposito delle pagine inneggianti al fascismo che si trovano sul social network, la risposta è lapidaria e generica.

Per tutti i contenuti, inclusi quelli da te segnalati in questi nostri scambi ti rimandiamo a quelli che sono gli standard della community

A parte il singolo caso, infatti, restano validi gli statement giá condivisi, e i principi espressi nei nostri community standards.

Segnalare quelle pagine è inutile: secondo Facebook, rispondono ai loro standard. Fine della questione.

Siccome non mi piace accontentarmi, chiederò di poter fare un'intervista a chi si occupa della community e dei suoi standard. Vedremo come andrà a finire: di sicuro ci vorrà più tempo, quindi archiviamo, per il momento, questa parte della vicenda.

Altre domande a Facebook

Facebook contenuto non disponibile

2 gennaio 2015, 17.30 – La vicenda svastiche procede. Apprendo da Facebook che la pagina "Portale del Nazismo" non è più disponibile online e da un portavoce ricevo queste due righe:

«Facciamo forte affidamento sulle persone appartenenti alla community affinchè ci dicano quando vedono qualcosa che non dovrebbe essere su Facebook».

Il che è solamente una mezza soluzione al problema.

Voglio dire: una pagina dove le svastiche fiorivano abbondanti è stata rimossa dopo svariati giorni di esistenza. Contemporaneamente, resta rimossa la vignetta di Mauro. Lo scopo della mia domanda, peraltro, non era di ottenere un "mal comune, mezzo gaudio" ma di avere più chiarezza sugli standard.

Mi rendo conto che dev'essere un bel problema, per Facebook, avere a che fare con situazioni del genere. E che la soluzione apparentemente più consona al problema è quella di una discrezionalità che comunque si basa – si dice – sul senso comune, sulla sensibilità della community. Il fatto è che evidentemente, non esistendo una morale universale, questo senso comune in verità è evanescente e non giustiziabile.

Sarebbe meglio avere regole chiare: giacché nessuno pretende che una compagnia privata consenta ai propri utenti di fare ciò che meglio credono, anche se non gradito alla proprietà, sarebbe preferibile che Facebook si esponesse di più e palesasse regole chiare invece di richiamarsi ad un affidamento generico.

Chi può dire davvero cosa "non dovrebbe essere su Facebook"?

Per me, per esempio, potevano rimanerci sia la vignetta di Mauro sia – pensate un po' – la pagina sul nazismo (non sarà cancellare una pagina su Facebook che fermerà i "nostalgici", e ci sono cotenuti ben più gravi, inneggianti all'odio razziale, pubblicati da notissimi politici, anche nostrani, per dire). E il rifermento unico cui Facebook dovrebbe attenersi sono le leggi del paese dal quale si accede al social network.

Difficile? Sì, lo immagino. Ma sarebbe più chiaro, e probabilmente diventerà necessario.

Già che ci sono e visto che il tema è estremamente interessante, non solo per il sottoscritto ma per molti utenti, come dimostrano i numerosi commenti che si sono susseguiti sul mio profilo e su quello di Mauro, chiedo altri lumi a Facebook.

Come ci si pone, in Facebook, rispetto a pagine come queste:

https://www.facebook.com/pages/IL-DUCE-BENITO-MUSSOLINI/224267527643632
https://www.facebook.com/i.giovani.fascisti.italiani

e su contenuti come questo: https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=817814664942002&id=156806464376162

In Italia esiste ancora il reato di apologia di fascismo, eppure queste due pagine – e come queste molte altre – esistono da tempo (una delle due, la seconda, addirittura dal 2010).
Qual è il motivo per cui vengono mantenute?

Attendiamo nuove risposte.

Facebook, la vignetta e il Portale del Nazismo

Portale del Nazismo - Facebook

Dopo la rimozione del contenuto pubblicato da Mauro Biani, anche la mia condivisione della medesima è stata rimossa da Facebook. Così ho deciso di chiedere spiegazioni.

Un portavoce di Facebook mi ha risposto così:

«Siamo costantemente impegnati a mantenere il giusto equilibrio tra libertà di espressione e la tutela della sicurezza e dei diritti delle persone. Tuttavia, i simboli che incitano all’odio non sono permessi dagli standard della nostra community [il grassetto è del sottoscritto, ndr]».

«Per maggiori dettagli sui nostri community standard: https://www.facebook.com/communitystandards»

La risposta è chiaramente "standard" e molto diplomatica. Ora, fra questi standard della community si legge:

Contenuti grafici
Facebook è da molto tempo uno spazio di cui le persone si avvalgono per condividere le loro esperienze e sensibilizzare gli altri sui problemi che ritengono importanti. Talvolta questi problemi ed esperienze implicano contenuti visivi di pubblico interesse, come violazioni dei diritti umani e atti di terrorismo. In molti casi, le persone condividono questo tipo di contenuti per condannarli. Tuttavia, le immagini condivise per ragioni sadiche o per celebrare la violenza non trovano spazio sul nostro sito.

L'ipotesi che mi sento di fare è che la svastica ben visibile nella vignetta di Mauro sia stata individuata dal sistema – e poi anche da chi fa eventuali valutazioni umane – per quel che è, senza essere inserita nel contesto della vignetta. Una sv.astica nera simbolo del nazismo.
-
Il che significa una cosa sola: Facebook dovrebbe prestare più attenzione a chi condivide determinate immagini e avvalersi di un intervento umano in grado di discernere in casi come questo.

La vignetta non era certo apologia del nazismo. Anzi: era l'esatto contrario.

Così, ho scritto nuovamente in merito per avere risposte. La domanda, molto semplice, è questa:

Mi rimane un ultimo dubbio, a questo punto. Diamo per assodato che quella vignetta sia stata rimossa perché la svastica viene ritenuta un simbolo offensivo (indipendentemente dal contesto in cui è collocata e indipendentemente dal fatto che quella vignetta fosse una condanna del nazismo e non il contrario).

Come è possibile che esistano su Facebook gruppi come questo, allora?

https://www.facebook.com/pages/Portale-del-Nazismo/645671438883433

La domanda, per chiarezza, non vuole chiamare altra "censura". Ma ha lo scopo di capire secondo quale logica e quali standard la vignetta di Mauro e il "Portale del Nazismo" con tante svastiche in bella vista non possano coesistere sul medesimo social network. E secondo quali standard sia la vignetta di condanna a dover soccombere.

Facebook blocca l'account di Mauro Biani e censura una vignetta

Vignetta Mauro Biani Facebook L'account Facebook di Mauro Biani è stato bloccato da Facebook per 24 ore.

Al momento risulta visibile, ma il vignettista (che collabora, fra l'altro, anche con Blogo: trovate tutti i suoi lavori nell'apposita categoria su Polisblog, Le vignette di Mauro Biani) non può pubblicare alcun tipo di contenuti.

La ragione di questa misura restrittiva è la pubblicazione della vignetta che vedete in questo post, e che era stata pubblicata sul Manifesto del 23 dicembre 2014, a commento della notizia degli arresti disposti dalla procura di L'Aquila nei confronti di esponenti del gruppo ruppo clandestino che si richiama agli ideali del movimento neofascista "Ordine Nuovo", ormai disciolto.

La vignetta è anche stata rimossa da Facebook.

Nessuna spiegazione, ovviamente, dal popolarissimo social network, se non il laconico e standard:

«non rispetta gli Standard della comunità di Facebook»

Segue il consueto avvertimento di possibile cancellazione dell'account in modo permanente qualora le pubblicazioni di contenuti simili dovessero proseguire.

La discrezionalità (solo algoritmica?) con la quale Facebook applica questo tipo di restrizioni lo fa sembrare sempre meno libero.

censura-fb-vignetta-nazismo-1

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