La richiesta del Governo Americano di poter ottenere i dati delle ricerche effettuate in un determinato periodo ha trovato risposte affermative da parte di Microsoft, Yahoo! e AOL, mentre è giunto invece il rifiuto di Google, proprio dalla voce di Larry Page.
Uno dei due fondatori di Google, intervistato dalla ABC, ha così commentato: “La nostra compagnia si basa sulla fiducia dei nostri utenti. Dovremmo avere delle leggi per proteggere la privacy dei dati, anche dalle richieste del governo.”
Sembra quindi che il motto di Google, “don’t be evil” sia ancora valido, anche se molti rimangono preoccupati dalla mole di informazioni incamerate ogni giorno e da come potrebbero venire usate.
Gli altri attori della vicenda, Microsoft, Yahoo!, hanno ammesso di avere consegnato le informazioni richieste dal Governo USA, ma rimarcano di non aver violato la privacy di nessuno, in quanto i dati non contengono informazioni personali: siamo sicuramente di fronte ai primi capitoli di una storia lunga, che sicuramente in questo 2006 avrà ulteriori sviluppi.
Ormai l’informatica deve ogni giorno fare i conti con questioni come privacy, trusted computing, DRM, i cosidetti diritti digitali ormai sotto costante minaccia.
La richiesta del Governo Americano, ricordiamo, è stata fatta per ottenere dati sulle ricerche in materia di pedopornografia: condivido l’affermazione del Search Engine Watch che associa le “molestie sui minori” alle armi di distruzione di massa, una scusa per accedere ad una mole di informazioni immensa e che potrebbe essere usata in ogni modo da questo grande fratello.
Il mondo di “1984″ sembra essere sempre più vicino: spegnete il computer e leggetelo, se non l’avete ancora fatto.
RINALDO SIDOLI
21 gen 2006 - 18:08 - #1Come mai il governo americano ci tiene tanto a violare la privacy degli internauti. Speriamo davvero anche se per poco credo google riuscirà a salvaguardare i nostri diritti.
unapietra
21 gen 2006 - 19:42 - #2gli U.s.a, stanno diventando come la Cina….
noname
22 gen 2006 - 12:30 - #3E dov’era il motto “Don’t be evil” quando la Cina ha chiesto di filtrare il traffico?
unapietra
22 gen 2006 - 14:59 - #4be ti posso dire il motto che gli usa hanno detto a l onu, quando ha chiesto di poter fare visitare le carceri da ispettori onu.. No nessun ispettore
e quello della cina: ispettori
ecco il mottino
unapietra
22 gen 2006 - 15:00 - #5Come la Cina e peggio della Cina gli Usa :-)
Alessandro
23 gen 2006 - 10:06 - #6Beh paragonare gli Usa ad uno stato in cui fanno pagare alla famiglia dell’oppositore politico la pallottola che ha ucciso il padre/marito/figlio mi pare un po’ folle :)
greenkey
23 gen 2006 - 13:29 - #7Ho letto 1984 e Orwell aveva terribilmente ragione…
Alcune volte mi domando se è giusto avere intorno tutta questa tecnologia. Già in questo momento, se il governo decidesse, ci potrbbero pedinare, vedere la nostra posizione in ogni momento, analizzare ogni singolo movimento, azione… l’unica soluzione per sfuggire a tutto questo, purtroppo è condurre una vita simile a quella degli amish.
Penso che in Cina non si attuino queste soluzioni per il semplice motivo che la gente là è troppo povera per potersi permettere tutta questa tecnologia (per loro fortuna).
Non sono un tecnofobo, anzi, io adoro le nuove tecnologie: sono un programmatore, mi piacerebbe avere sempre l’ultimo aggeggio tecnologico.
Ma queste cose mi fanno pensare…
Per ora come soluzione tampone mi sono installato Linux, sia in ufficio che a casa, almeno dal punto di vista di SO sono tranquillo che quello che faccio e i miei dati non viaggino alla velocità della luce.
unapietra
28 gen 2006 - 21:53 - #8be, paragonare uno stato dove si manda a morte un vecchio paralitico con uno che fa pagare i bossoli, mi sembra un po folle
per non parlare di come si possa paragonare uno stato come la Cina , che da il permesso agli ispettori onu per visionare le propie carceri, a uno come gli Usa, che lo nega…