Guzzle 2.0 dà un senso agli apprezzamenti alla Facebook

Guzzle 2.0Per la verità Facebook non ha alcuna attinenza con Guzzle, se non appunto per il fatto che il focus del servizio riguarda le preferenze dell'utente — che ormai hanno invaso il web come semplici like, un termine destinato a entrare nell'uso comune. Piuttosto si tratta di un'applicazione simile a Layers (da non confondersi con Layar, il browser per la realtà aumentata di cui si fa un gran parlare in questi giorni).

Guzzle – che, a dispetto del dominio, è sviluppato da una startup parigina – è un "ibrido" tra un aggregatore di news e un motore di ricerca tradizionale, basato su dei topic semantici impostati dall'utente: ha l'aspetto di una homepage personalizzata in stile Netvibes (un altro progetto francese, curiosamente) ed è possibile salvare i cambiamenti registrando un account per cui è richiesto un indirizzo e-mail valido.

L'aspetto forse più interessante di Guzzle è la tecnologia utilizzata per mostrare i risultati delle query: sviluppato in Ruby, si avvale della language detection di Google (l'interfaccia è invece proposta soltanto in inglese e francese) e di OpenCalais per l'estrazione dei risultati dalle keyword. Nibble, il backend, sfrutta PubSubHubbub (PuSH) per ricevere in tempo reale i feed delle sorgenti e l'hosting è fornito da Amazon S3: si tratta indubbiamente di un progetto molto convincente anche rispetto ai suoi equivalenti attualmente più utilizzati.

Via | ReadWriteWeb

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