Michael Skapinker: più nomi e cognomi e meno nickname nei commenti online

Michael Skapinker: più nomi e cognomi e meno nickname nei commenti onlineMichael Skapinker, columnist del Financial Times, ha pubblicato un articolo tradotto nella nostra lingua da Il Sole 24 Ore, riguardante l'anonimato sul web e la necessità di eliminare in alcuni casi i nickname a favore della presenza di nomi e cognomi sui siti.

In particolare il pezzo del giornalista sudafricano si concentra sui portali dove vengono offerte recensioni e pareri su prodotti di ogni genere, all'interno dei quali una regolamentazione sarebbe praticamente d'obbligo per impedire a persone legate agli stessi elementi oggetto del discutere di influenzare di proposito i pareri, nascondendosi dietro un nickname per mascherare il proprio conflitto d'interesse.

Pur condividendo questo ragionamento, una frase in particolare a conclusione dell'esempio del professor Figes mi ha lasciato perplesso:

"La Rete ha rovesciato molte convenzioni sociali consolidate, tra cui quella che considerava abbastanza vigliacco lanciare anatemi sotto la copertura dell'anonimato."

E da quando in qua? Voglio dire, basta andare in giro per qualche forum o anche su siti web per capire che così non è e che una persona con un minimo di sale in zucca di fronte ad "anatemi anonimi" rimane quantomeno perplesso, anzi non è nuovo leggere immediatamente nei commenti successivi roba del tipo "se vuoi dire una cosa del genere dicci prima chi sei". La mia impressione è che si confondano cose condivisibili come quella descritta poco sopra con la volontà di estirpare il nemico nickname dal web, sempre più odiato da certi poteri non interessati a preservare la genuinità dell'informazione ma a perseguire i propri scopi, leciti o meno che siano.

Secondo passo che non mi ha convinto a fondo:

"Un'altra convenzione era la teoria che chiunque ha qualcosa di valido da dire. Tutti hanno il diritto di parlare, ovviamente, ma la Rete ha dimostrato che non vale la pena ascoltare tutti. Alcuni commenti online sono convincenti e ben scritti, e tantissimi altri no."

Che il commento sia convincente e ben scritto oppure no cosa c'entra con l'anonimato di chi l'ha scritto? Ma soprattutto, davvero le persone sono così stupide da prendere per buono un commento non ben argomentato scritto da un anonimo sconosciuto? O tendono comunque ad affidarsi anche a un nickname, ma che abbia almeno dimostrato di sapere quello che scrive a differenza di uno che mette nome e cognome scrivendo cose inesatte? Abbiamo pur sempre un minimo di ragione in quanto esseri umani, dopotutto.

Senza contare il "problema Google": un conto è parlare di persona esprimendo i propri pareri, un altro scrivere su un sito web dove scrivendo il mio nome+cognome chiunque può arrivare a tutte le discussioni alle quali ho partecipato. D'accordo, Skapinker assicura la protezione alle fonti che per ragioni di sicurezza devono rimanere anonime, ma per quale motivo cose che comunque voglio mantenere con una certa privacy garantita dal mio nickname devono essere rese pubbliche?

Come dicevamo poco fa, il ragionamento generale è più che condivisibile, ma su questo argomento sarebbe meglio andarci coi piedi di piombo prima di auspicare la scomparsa dell'anonimato.

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