Chiunque può spiarci mentre usiamo il protocollo BitTorrent


Slashdot ha pensato bene di pubblicare, seppure in forma anonima, la storia che ha ricevuto da un suo lettore.

Il lettore in questione era fra gli ospiti dell'ultima edizione del workshop annuale sulla sicurezza informatica, organizzato per questi giorni da USENIX a San Josè, in California. Lì ha incontrato un gruppo di esperti del French Institute for Computer Science, appena usciti da un tour de force di 100 giorni, tutto incentrato sullo studio dei livelli di privacy garantiti dai protocolli BitTorrent.

Ebbene, dallo studio è venuta fuori una conferma che la privacy sui client BitTorrent è praticamente nulla. I francesi sono riusciti a indentificare gli IP del 70% degli uploader iniziali di contenuti. In pratica hanno fatto da sé quello che è l'odioso lavoro che le peggiori premesse dell'ACTA avrebbero voluto demandare ai provider di banda. Come giustamente suggerisce un commentatore di Slashdot, "hanno praticamente lavorato per la RIIA".

Per realizzare quello che hanno fatto al French Institute è bastato un solo computer connesso alla rete. Siamo tutti avvertiti.

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