Umberto Eco a El Pais: "Internet non conosce filtri sociali"


L'altro giorno sul maggiore quotidiano spagnolo - El Pais - è apparsa un'intervista a Umberto Eco, realizzata da Vicente Verdú in vista del conferimento dell'ennesima laurea honoris causa a questo grande italiano di Alessandria, ma naturalizzato bolognese. Questa volta, da parte dell'antica Università di Siviglia.

L'intervista è molto lunga e interessante, perché affronta con semplicità e buongusto temi come la formazione, le prime esperienze lavorative, gli esordi letterari e poi accademici di una personalità eccezionale, ma che vive con normalità questa eccezionalità. Già polisblog ha ripreso i tratti dell'intervista che riguardano più da vicino la visione della situazione politica italiana che Eco via ha espresso.

Per quanto riguarda gli aspetti dell'Eco-pensiero che interessano di più i lettori di downloadblog, invece, il semiologo si è espresso con forza sul ruolo che Internet può avere nel processo di risoluzione della crisi democratiche. Eco è stato dapprima un po' severe col web.

Innanzitutto, per Eco bisogna fare distinzione fra il valore del web percepito nei paesi ad alto tasso di democraticità e quello che invece viene percepito in nazioni come la Cina, ad esempio:


"In alcuni paesi Internet è uno strumento essenziale al fine di trasmettere informazioni e notizie che, altrimenti, non arriverebbero ai destinatari. In altri paesi, dove la notizia arriverebbe comunque, Internet può essere un modo di rinchiudere i giovani in una solitudine del tutto virtuale, al di fuori della realtà".


"Inoltre, non si sa mai se una notizia data su Internet sia vera o falsa. Non è così per i giornali o i libri, perché più o meno si sa che El Pais è una cosa e la ABC un'altra, che Le Figaro è ben distinto da Libèration. A seconda di quale giornale si acquista, si conosce quale sia la sua posizione, della quale ci si fida oppure no".

Nel corso dell'intervista, Eco va oltre, e cerca di negare anche più in senso lato il valore e l'affidabilità delle notizie date solo su Internet, in particolare tramite strumenti che non sono testate giornalistiche registrate, dunque i blog amatoriali e i social network:

"A Internet e ai suoi strumenti di pubblicazione può accedere chiunque: io, lei, il signor X, che si dia il caso sia pazzo. Al contrario, il signor X non può aprire un giornale, perché ha bisogno di un certo numero di persone che lo appoggino, per riuscirci. Su Internet non ci sono filtri sociali: prima di aprire un giornale c'è di gente che dia il denaro necessario, di giornalisti, e via dicendo. A seconda di chi dà il denaro a un giornale, e di chi ci scrive, sappiamo se il giornale è comunista, se è fascista.. Al contrario, su Internet, nessuno sa chi sia il signor X. Io e te, che siamo persone di una certa cultura, possiamo stabilire molte volte se chi sta dietro a un sito web sia pazzo o no. Ma se il sito parla di fisica nucleare, tu non te ne puoi rendere conto, e io nemmeno".

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