
Quando si tratta di ostinazione e caparbietà, non c’è nessuno a cui gli spammer siano secondi. Ecco, forse giusto qualche troll di una certa rilevanza, o i maniaci sessuali più affermati di ChatRoulette.
Il New York Times ha riportato di come un gruppo particolarmente agguerrito di professionisti dello spam, stufo dei sistemi di prevenzione contro la loro attività (sempre più efficaci), abbia cominciato ad appaltare in India o in Bangladesh posti da “decifratore di captcha“. Si sono rivolti, manco a dirlo, a classi molto disagiate di lavoratori, perlopiù giovanissimi.
Il Times ha anche avuto modo di parlare con uno di loro, un ventenne del Bangladesh, Ariful Islam Shaon. Le paghe sono molto basse: si tratta di circa un dollaro (centesimo più, centesimo meno) per ogni 1000 unità di captcha inseriti manualmente. La speranza, a questo punto, è che presto nuove tecnologie anti-spam rendano obsoleto questo lavoro, o sarebbe meglio dire “forma di sfruttamento”. Anche se significherà far perdere dei posti di lavoro comunque sudati e disperatamente cercati.
Fra gli effetti collaterali dell’odiosa attività dello spamming, l’ultimo che ci saremmo immaginati sarebbe stato questa vera e propria emergenza sociale.
patri
26 apr 2010 - 16:04 - #1Ah, adesso come possiamo fermarli?
Se decifrano pure quella, bannarli non serve a niente perchè cambiano sempre IP, sono come delle macchine robotiche pronte a spammare linkando virus, trojan, pisher, etc.
Va beh, poi basta ignorarli, ma per gli utenti alle prime armi vanno a rischio.
thelostone
26 apr 2010 - 19:36 - #2La notizia è vecchia, anche se il NYT la riportava ieri, effettivamente.
Ho letto il primo articolo al riguardo più di un annetto fa.
Che dire, non c’è modo di difendersi. Se questa tecnica prendesse seriamente piede presto arriverebbe la morte di captcha e simili.
MMMMMMMMMMMMMMM
26 apr 2010 - 21:44 - #3Ancora oggi esiste una buona fetta dei captcha che fa uso di sistemi di sicurezza obsoleti. E quindi bypassabili senza alcun OCR o indiano (poveri…). E non sto parlando di servizi propriamente stupidi, ma anche blogspot (giusto per citarne uno su cui mi sono imbattuto recentemente) o altri (tipicamente gli ex-Aste al Ribasso) o altri ancora.
Sti
27 apr 2010 - 15:41 - #4anche io avevo gia letto una notizia del genere molti mesi fa ed era proprio identica… si parlava sempre di indiani semi sfruttati per l’inserimento dei captcha.
A sto punto speriamo solo un un potenziamento dei filtri antispam perchè c’è poco da fare