Opera, Microsoft e Google: in pochi giorni il formato Web Open Font Format (WOFF) sembra aver fatto l’en plein di adesioni e si avvia a diventare uno standard per la tipografia online dopo anni di incertezze e soluzioni provvisorie.
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Ma facciamo un passo indietro: il WOFF è essenzialmente un guscio che racchiude, compressi, font TrueType, OpenType o Open Font.
Sino a pochi giorni fa l’alfiere del formato era Mozilla, che ha introdotto le specifiche lo scorso anno, a settembre, annunciando poco dopo di volerlo adottare nel suo browser per i vantaggi che porta rispetto alle altre soluzioni (in primis il risparmio di spazio e la presenza di informazioni sul font).
Così è stato e il WOFF ha fatto il suo esordio in Firefox a gennaio, con la versione 3.6 del browser.
Un primo segnale da parte di Microsoft è arrivato già durante la manifestazione autunnale Typ09 ma il 23 aprile sul blog ufficiale di Internet Explorer è arrivata la conferma che l’azienda di Redmond è fortemente interessata a contribuire alla crescita e diffusione del formato quale standard.
All’inizio di questo mese, infatti, Mozilla ha proposto il WOFF come standard al W3C che sta esaminando la richiesta: una richiesta che oltre alle firme di Mozilla e Microsoft reca anche quella di Opera.
Tre giorni fa si è aggiunto anche Google. Come segnalato da Cnet News sull’issue tracker di Chromium la voce sul supporto a WOFF è stata aggiornata da Adam Langley, che lavora per Google e ha comunicato che l’azienda intende implementare il formato nel browser.
Non è ancora chiaro quanto tempo ci vorrà per raggiungere l’obiettivo ma è probabile che del lavoro di Chromium godrà i frutti anche il Safari di Apple.
Come viene fatto notare in un commento su Cnet Safari, che con Chromium e Chrome condivide il motore di rendering WebKit, ha manifestato l’intenzione di aggiungere WOFF già alcuni mesi fa ma ha etichettato l’obiettivo come secondario e sinora nessuno sviluppatore se ne era fatto carico. Ora, grazie all’interessamento di Google, la situazione potrebbe cambiare in meglio, risultando in uno scenario sorprendentemente omogeneo e coeso per il futuro della tipografia sul web.
Immagine tratta dal sito BrowserChoice.eu
fedmor
26 apr 2010 - 00:40 - #1Mancava solo Google: bene così!
il-gallese-volante
26 apr 2010 - 12:42 - #2“è probabile che del lavoro di Chromium godrà i frutti anche il Safari di Apple.”
Non l’ho capita questa… Ma se tutto il lavoro finora è stato fatto da Mozilla? Forse si parla del motore di rendering adesso che ho riletto l’articolo, comunque rimango perplesso.
Intanto non so voi, ma la Microsoft si sta riscattando ai miei occhi giorno dopo giorno. Venire a sapere che ha “messo la firma” per spingere un formato open affinché diventi standard è un segno lodevole, sopratutto memori di quel mostro di IE6 con cui tutti bene o male abbiamo avuto a che fare.
nicoladagostino
26 apr 2010 - 13:52 - #3il gallese volante: sì, Safari e Chromium condividono Webkit e se non vado errato WOFF è implementato a questo livello. È un altro punto a favore dell’open source, no?
In quanto a Microsoft bisogna riconoscere che Internet Explorer 9 è un notevole passo in avanti su molti fronti, tra cui anche gli standard del web. La speranza è che venga rilasciato al più presto perché con gli attuali IE la situazione è pessima.
nda