AT&T sfida Foursquare e Google Places con Buzz.com

Non esageravo parlando di una sorta di "trend" per il web 2.0 in merito alle nuove feature di Foursquare per il business: in realtà il portale che mi accingo a recensire è in fase di sviluppo da più di un anno e mezzo — tanto che l'idea e il nome sembrano decisamente tardivi. Entrare a questo punto nel mercato non è stata una scelta oculata e può tramutarsi in fallimento.

Tanto più che rispetto alle soluzioni emerse nelle ultime settimane Buzz.com non introduce alcuna novità (anzi, è piuttosto limitato): integra Facebook Connect registrare gli account – quest'ultimo è in procinto di essere abbandonato dagli sviluppatori – e per invitare i propri contatti è necessario fornire manualmente il loro indirizzo e-mail, fino a 50 per volta.

Una volta avuto accesso al profilo sulla piattaforma di AT&T la prima impressione che si prova è un certo horror vacui: l'interfaccia è completamente spoglia finché non si colleziona un discreto numero di amici. Il sistema di raccomandazione è basato su domande e risposte — e appare piuttosto "macchinoso". Se Buzz.com fosse arrivato l'anno scorso sarebbe un'altra cosa.

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