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Linkstreaming, pirati, servizi a pagamento, majors e media: le considerazioni del caso.

Pubblicato: 23 apr 2010 da Gianluca Pezzi

Commenti dei lettori

bandiera_piratiNei giorni scorsi abbiamo cercato di seguire la vicenda di Linkstreaming, tra chiusura e possibile riapertura. Cerchiamo di fare il punto della situazione, con un discorso un po’ più ampio di quello fatto fin’ora. Alla luce dei vari commenti ai post, diciamo subito che Downloadblog non difende ne la pirateria informatica ne tanto meno chi si macchia di reati penali. Questo non significa però evitare critiche alle industrie musicali e cinematografiche per le loro prese di posizione.

E’ sicuramente auspicabile un futuro sostenibile per tutti, sia per l’industria, sia per gli utenti. Internet che per certi versi viene visto come fumo negli occhi, ha permesso l’apertura di nuovi orizzonti di mercato: Amazon è l’esempio più noto. L’iTunes Store è invece la dimostrazione di un servizio musicale che funziona. Forse non è il massimo che si possa desiderare, ma rimane il fatto che sia in continua espansione. Questo per dire che non è vero quindi che nessuno vuole pagare, casomai è vero che si vuole pagare per ciò che si desidera: nel campo musicale quella determinata canzone in quel preciso momento, anzichè l’intero album. Sembra chiaro a tutti che nell’era di internet l’utente cerca il prodotto specifico, crea le proprie playlist secondo i propri gusti, non si accontenta di qualcosa che deve andare bene per tutti. Lo stesso discorso vale per i prodotti televisivi ed è apprezzabile la decisione di Sky di trasmettere con i sottotitoli sia Lost sia Flash Forward a sole 24 ore di differenza rispetto alla messa in onda negli Stati Uniti. Dove prima non esisteva nulla, ora l’utente è messo nelle condizioni di poter usufruire di un prodotto di qualità, subito.

Per quanto riguarda i film, ancora non è stata trovata una risposta realmente credibile per la particolarità del prodotto. Per poter vedere un film a casa è necessario aspettare prima l’uscita nei cinema, poi la distribuzione nei negozi. Considerando il tempo che intercorre tra l’uscita di un film nei botteghini Usa e l’arrivo di un dvd acquistabile in Italia, è facile immaginare quanto sia la tentazione di compiere atti illeciti. Senza contare che sempre più persone sono interessate alla lingua originale piuttosto che a quella doppiata: perchè allora aspettare mesi (anni?) quando si ha quello che si vuole a portata di click? Non abbiamo la soluzione di questo problema a portata di mano, eppure crediamo che se le varie major lavorassero più su questo punto piuttosto che nella repressione, avrebbero risultati sicuramente migliori.

Veniamo allora ai siti come Linkstreaming, ma come non citare The Pirate Bay, che si fanno portavoce dell’insoddisfazione degli utenti arrivando ai limiti, oppure oltrepassandoli, della legalità. Pirati? Hacker? Oppure difensori dei diritti degli oppressi? Sono veri e propri idoli per una buona fetta di siti e blog, ma non sono trattati altrettanto bene da un certo tipo di stampa. Messi alla gogna subito, trattati come pericolosi criminali, con vicende dalle tinte fosche.

Abbiamo assistito alla vicenda Linkstreaming insieme a voi, così come ci sono state raccontate dai media tradizionali e dalle agenzie di stampa. L’immagine che ne è venuta fuori era quella di una sorta di banda con un conto a Panama, che lucrava sulle pubblicità del sito a scapito dell’industria cinematografica e musicale. Qualcosa però non torna.

Innanzitutto il termine “sequestro”, che avevamo visto inizialmente, forse era legato più che altro ad un template grafico utilizzato in passato come “cartello” in caso di chiusura di siti. E’ stato detto che il server era in Svezia, il dominio registrato negli Usa ed effettivamente nel comunicato ufficiale della GDF si parla di “messa offline” del sito. Eppure anche nel comunicato, c’è qualcosa che non convince del tutto. “Il sito internet, al primo posto nel panorama nazionale per numero di visitatori ed al quale gli internet service provider inibiranno futuri tentativi di accesso, è ora tecnicamente irraggiungibile da parte dei net user italiani“. Troviamo qualcosa del genere anche su un altro comunicato, in inglese: “Prosecutor in Italy orders ISPs to block infringing streaming site“. Si tratta solo di un eccesso di zelo nella traduzione del titolo, oppure davvero sono riusciti a bloccare l’accesso ad un sito tramite gli ISP? Sempre sul comunicato ufficiale “la soluzione tecnica adottata dalla Guardia di Finanza e dall’Autorità Giudiziaria cagliaritana, è tesa a garantire l’impossibilità, per gli amministratori del portale, di proseguire nell’illecita attività“. Non siamo riusciti a capire che tipo di mossa abbiano messo in atto le Fiamme Gialle, e nel momento in cui scriviamo Linkstreaming.com risulta ancora attivo…

Evidenziamo un passo del comunicato, nei quale si fa riferimento ai danni per le società di noleggio “soppiantate dall’alternativa tecnologica, comoda e soprattutto gratuita”. La Guardia di Finanza sottolinea appunto, quanto dicevamo qualche riga fa: alternativa tecnologica, comoda. Tre parole che giriamo alle Majors, come richiesta da parte dei consumatori.

Veniamo ora al commento che Nata100, avrebbe lasciato su Donwloadblog. Secondo il commento, i nomi ripresi dall’articolo dell’Unione Sarda di ieri sarebbero quelli dei propri famigliari e della propria ragazza, intestatari di linee adsl usate dallo stesso Nata100 per connettersi. Non sarebbero affatto implicati nella gestione del sito e questo spiegherebbe tra l’altro la presenza nella lista di un settantunenne e di una sessantaduenne, indicata nel commento come la mamma di Nata100.

Se così fosse vero, cadrebbe il quadretto della banda criminale. Gli indagati, perchè ad oggi lo “status” è ancora quello di persone sotto indagine, potrebbero non essere quello che sembravano inizialmente leggendo i giornali e le agenzie.

Seguiremo prossimi giorni l’evoluzione di questo caso, sia dal punto di vista del sito, sia da quello investigativo e legale. Come sempre siete liberi di commentare e di scrivere il vostro pensiero, anche se contrario rispetto a quello esposto in queste righe. Ci piacerebbe che Downloadblog venisse utilizzato da voi lettori anche come luogo di condivisione e discussione delle opinioni, in maniera civile e costruttiva: a voi la parola.

Foto | Flickr

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11 commenti

Commenti dei lettori

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  • Stak

    23 apr 2010 - 17:23 - #1
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    Azzo, come vi blocco il “mi piace” faisbookianante che avete messo sugli articoli! Adblock PLUS-> consiglio in combinata con Element Hiding Helper.
    Arrivedergliela.

  • Demo

    23 apr 2010 - 17:44 - #2
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    Ma che mettessero su un sito di noleggio, che li pago volentieri i soldi per guardarmi QUELLO CHE MI PARE QUANDO VOGLIO.
    Ora per farlo devo:
    a) Registrare da SKY sul mio HD multimediale (il decoder SKY ha una scart di uscita fatta APPOSTA per essere collegata ad un VCR)
    b) Se mi scordo, scaricare da internet quello che avrei voluto registrare. Che differenza c’è?

    E quindi, se non ci pensano quei mongoloidi dell’industria cinematografica, benvengano tutti i siti tipo Linkstreaming. Guadagnano con la pubblicità? Meglio per loro, questo cosa c’entra con i film?
    Ma le major ancora non ci arrivano, mi auguro che ci sia presto un cambio generazionale, anche perchè questa loro miopia può essere motivata solo dal fatto che le decisioni sono prese da ottuagenari.

  • AstroBoy

    23 apr 2010 - 17:55 - #3
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    Prima considerazione

    il comunicato stampa:

    ha dei toni “trionfalistici” e a sensazione che mal si conciliano con il rapporto di una operazione di polizia che dovrebbe essere sobrio, conciso e non dovrebbe contenere espressioni di giubilo, perché la legge è imparziale e al di sopra delle parti. Chi l’ha scritto? (o chi ha contribuito a scrivere certe frasi?) In cosa ha consistito la PREZIOSA collaborazione della FPM? Ma chi le fa le indagini? la polizia o i privati? la polizia può, i privati non credo

    II le modalità del cosiddetto “sequestro”

    ancora nel comunicato stampa si ribadisce l’hosting su server svedesi, però l’altroiei, letto della notizia, ho fatto una semplice ricerca sul registro del whois ed ho trovato che linkstreaming era hostato su IP americano, di un servizio della Virginia,

    ##################################
    nslookup linkstreaming.com
    Server: 156.154.70.22
    Address 1: 156.154.70.22

    Name: linkstreaming.com
    Address 1: 88.80.17.81 host-88-80-17-81.cust.prq.se
    ##################################
    ———————————————————————
    156.154.70.22 IP:
    156.154.70.22
    156.154.70.22 server location:
    Sterling in United States
    156.154.70.22 ISP:
    NEUSTAR
    ———————————————————————

    e una ricerca inversa da IP a sito dava 0

    0 Hosts on this IP

    poi ho rifatto ieri la ricerca sul whois e mi ha restituito un altro nuovo IP per linkstreaming.com, questa volta era quello di ABOVENET

    ##################################
    # nslookup linkstreaming.com
    Server: 156.154.70.22
    Address 1: 156.154.70.22

    Name: linkstreaming.com
    Address 1: 209.249.222.18
    ##################################
    ———————————————————————
    Linkstreaming IP:
    209.249.222.18
    Linkstreaming server location:
    Oak Brook in United States
    Linkstreaming ISP:
    ABOVENET COMMUNICATIONS
    ———————————————————————

    non saprei dire però se avesse avuto in precedenza un IP diverso ancora (svedese magari come affermano), in effetti, quando ho letto la notizia il sito era irraggiungibile (pagina d’errore 404 - sito non trovato), mentre altri affermano di aver visto nelle prime ore del mattino, il solito loghetto fatto con word della disposizione di sequestro

    Dunque, se il server era svedese, come lo si potrebbe sequestrare? in nessun modo, tutt’al più lo si può oscurare o impedirne la risoluzione (blocco DNS +blocco a livello IP)

    sennonché il sito risultava irraggiungibile anche via proxy e ciò fa cadere entrambe le ipotesi

    ipotesi già del resto smontate dal continuo “peregrinare” del dominio di linkstreaming tra più ISP

    era offline (più verosimilmente, esisteva sì il dominio ma nessun nameserver puntava ad esso)

    perché il cambio di IP? (per aggirare un possibile filtro sul vecchio IP?)

    ma comunque quando un sito è sotto sequestro, vi rimane dunque la faccenda è assai ingarbugliata e se sono possibili operazioni come il redirect attuale di likstreaming al blog http://www.nata100.net/ vuol dire che o non c’è stato alcun sequestro o è stato attuato in maniera maldestra

    nello stesso blog, nata100 che si identifica come uno degli amministratori, racconta di un altro collaboratore che avrebbe fornito la password (ftp? - del pannello di amministrazione? di cosa?) a terzi (spero che almeno fosse un agente di polizia)

    effettivamente, con la password ftp, si sarebbe potuto caricare, al posto della homepage l’avviso di sequestro che alcuni affermano di aver visto nelle prime ore

    ma tutto ciò sarebbe stato alquanto illecito, non credo infatti che sia possibile per la giurisdizione italiana fare ciò su server di uno stato estero (a meno che non si sostenga magari di avere il consenso del titolare dello spazio)

    che ci spieghino chiaramente o i responsabili di inkstreaming o la polizia o altri che diamine è successo perchè non si è ancora ben capito

  • nata100

    23 apr 2010 - 23:09 - #4
    0 punti
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    salve

    dico all admin del blog mandami un emial che rispondo a tutto quello che mi chiedi senza problemi non ho niente da nascondere basta che la finiamo di scrivere fesserie

  • Profilo di gianlkr

    gianlkr

    23 apr 2010 - 23:33 - #5
    0 punti
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    Ciao, ti ho mandato una mail questa mattina “Intervista per Downloadblog”. C’è anche un numero di tel, se ci vuoi contattare. Grazie!

  • bl3nder

    24 apr 2010 - 02:53 - #6
    0 punti
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    Nel caso in cui la guardia di finanza avesse usato password ottenute in mondo illecito per violare un server sul territorio di uno stato straniero, svedese, questa ultima andrebbe denunciate alle autorita’ svedesi.

  • cicciocardullo

    24 apr 2010 - 09:59 - #7
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    @AstroBoy

    Ricordo perfettamente di aver interrogato “whois” il dominio linkstreaming.com circa 2 settimane fa (quando era perfettamente on-line) e i DNS del sito erano collegati ad un Server in Svezia. Quindi, quanto affermato da nata100 è assolutamente vero.

    Io non conosco bene la vicenda, so però che se la GdF non avesse i permessi di poter accedere ad un sito web registrato fuori dall’Italia, di conseguenza la GdF deve avere un accordo con le forze dell’ordine del paese dove risiede il Dominio e il Server.

    Normalmente le forze dell’ordine non hanno una sorta di accordo internazionale tra le varie agenzie, certo, esiste l’interpol ma normalmente non se ne occupano, di conseguenza il proprietario del sito “nata100″ ha tutti i diritti di tornare in possesso del dominio e del server, in più, potrebbe tranquillamente fare una querela alla GdF per aver provocato un disservizio.

    L’unica cosa che può fare la GdF è impedire a gli utenti italiani di accedere al sito mediante comunicazione a gli ISP. (come la vicenda di thepiratebay).

    Il disservizio, come comunica “nata100″ è servito anche per avere un po’ più di tempo per aggiornando la grafica del sito web.. beh, ci voleva davvero!.. era un po’ o briosa. :)

  • Profilo di lorisbatacchi

    lorisbatacchi

    24 apr 2010 - 11:40 - #8
    1 punto
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    “Alla luce dei vari commenti ai post, diciamo subito che Downloadblog non difende ne la pirateria informatica ne tanto meno chi si macchia di reati penali”
    non difendete nemmeno la lingua italiana, visto che dovreste scrivere “né” :-)

  • thm

    26 apr 2010 - 09:19 - #9
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    ne’ non nè
    ._.

  • aith

    28 apr 2010 - 12:26 - #10
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    ” né “, come negazione, con l’accento acuto.

    prima di correggere almeno andate a guardare sul dizionario… l’apostrofo e l’accento grave non c’entrano niente.

  • smack

    04 mag 2010 - 14:16 - #11
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    Ciao raga vi segnalo http://www.uwmstreaming.it un motore di ricerca streaming che cerca su tutti i siti che danno il servizio come linkstreaming.