
Lo scopo principale della Conferenza del Partito del Pirata, che si è svolta a Bruxelles dal 16 al 18 aprile, è stato quello di sancire ufficialmente la nascita di un nuovo braccio dell’organizzazione: Pirate Parties International.
E non c’è dubbio che si sia trattato di un battesimo coi fiocchi: 22 nazioni hanno inviato a Bruxelles i rappresentanti dei loro Partiti del Pirata nazionali, per un totale di 70 delegati, atti ad eleggere - con la massima democraticità - il primo consiglio del “PPI”. Anche una “dichiarazione dei principi dei Partiti del Pirata” è stata redatta, nel corso della Conferenza.
Christian Engström, membro del Partito del Pirata svedese fin dalla sua fondazione, ha espresso meglio di chiunque altro quanto sia stato importante l’evento per il futuro dei diritti digitali in Europa e nel mondo:
“La cooperazione internazionale è fondamentale per permettere alle idee pirata di espandersi. Esempi come l’Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA), mostrano che c’è sempre più bisogno di organizzazioni a ombrello, che contrastino le nuove leggi di riforma del diritto d’autore e della censura”.
bejelit
20 apr 2010 - 15:01 - #1tanto in italia la gente voterà sempre a quei fascisti che c’hanno dato la legge urbani, bondi, e fatto condannare google
Marco Confalonieri
23 apr 2010 - 09:39 - #2Sono uno dei due delegati del Partito Pirata italiano che ha partecipato alla conferenza a Bruxelles (in streaming e votando tramite IRC, a causa della cancellazione del nostro volo).
Vorrei correggere un’inesattezza nell’articolo: i Partiti Pirata dei vari paesi si sono formati in modo autonomo e indipendente gli uni dagli altri, sul modello del Pairatpartiet svedese, quindi non è corretto sostenere che il PPI è “un nuovo braccio dell’organizzazione”, perché il PPI è proprio l’organizzazione che riunisce i vari partiti.