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PEC per tutti tramite Poste Italiane

Pubblicato: 19 apr 2010 da Federico Moretti

Commenti dei lettori

Renato BrunettaIn ottobre, tra le polemiche, è stato avviato il servizio di Posta Elettronica Certificata (PEC) per l’Italia… che in realtà differisce dal resto dell’Europa e del mondo perché consente un dialogo appropriato soltanto con la pubblica amministrazione italiana e non con altre PEC. Tanto che effettivamente persino il Governo – attraverso il Ministero per l’Innovazione – l’ha chiamata con un nome un po’ diverso.

Tecnicamente il servizio si chiama CEC-PAC, ovvero Comunicazione Elettronica Certificata tra la Pubblica Amministrazione e il Cittadino ed è esattamente ciò per cui è stata studiata: gli indirizzi e-mail gratuiti ad oggi forniti attraverso INPS (come accennato qui sopra) sono abilitati alla PEC soltanto da e verso gli enti statali — ovvero la certificazione non è consentita tra soggetti privati.

Ciò limita di molto l’effettiva efficacia del sistema, benché rispetto al passato si tratti sicuramente di un passo avanti: da lunedì prossimo – l’ha ricordato lo stesso Ministro competente, Renato Brunetta, tramite il suo blog – tutti i cittadini italiani maggiorenni potranno recarsi presso gli uffici delle Poste Italiane con un documento d’identità per l’assegnazione di un indirizzo e-mail PEC gratuito.

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13 commenti

Commenti dei lettori

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  • Moadib

    19 apr 2010 - 10:54 - #1
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    Scusa ma io non ho capito niente…è PEC o non è PEC?
    E’ mezza PEC (solo verso la p.a.)? Bho… forse non volevano togliere il business ai privati che vendono la vera PEC… a patto che esista la PEC….

  • Bassotto

    19 apr 2010 - 11:01 - #2
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    ma come saranno gli indirizzi? nomecittadino@?????.it ?

  • Profilo di gianlkr

    gianlkr

    19 apr 2010 - 12:11 - #3
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    Ciao, stiamo parlando di tutti i particolari della PEC su http://www.domini.it/tag/pec

    Per quanto riguarda INPS: si, manda email solo verso indirizzi della pubblica amministrazione.

  • Profilo di fox82i

    fox82i

    19 apr 2010 - 13:37 - #4
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    Mah voglio proprio vedere come diavolo faranno!

  • gigi78

    19 apr 2010 - 14:00 - #5
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    le solite cose all’italiana

  • Profilo di winkiller

    winkiller

    19 apr 2010 - 14:50 - #6
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    Mia madre l’ha fatta, una cosa allucinanante, soprattutto per il fatto che l’indirizzo di posta è codice_fiscale@dominio.it. Ma d’altronde che cosa potevamo aspettarci dall’italico genio delle PA??? Gente che butta i nostri soldi in cose come italia.it!!!
    Suggerimento per chiunque dell’IT della PA dovesse leggere il mio post: piuttosto, invece di inventarvi questa cosa allucinante, perchè non vi inventate un sistema di certificazione di indirizzi e-mail personali? Vi scarichereste degli onerosi costi di hosting (voglio vedere se riescono a gestire 50 milioni di e-mail) e non dovreste obbligare i cittadini a cambiare le loro abitudini.

  • Profilo di fedmor

    fedmor

    19 apr 2010 - 17:03 - #7
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    È, come avevamo già spiegato introducendola in ottobre (e sottolineato anche qui sopra), una PEC che funziona come tale solo dal cittadino alla pubblica amministrazione italiana: tra privati le e-mail non sono certificate e occorre impostare un indirizzo e-mail alternativo. Cioè, sì… la solita “cosa” all’italiana.

  • Profilo di ice

    ice

    19 apr 2010 - 20:30 - #8
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    @ #6
    è giusto che sia cosi
    il codice fiscale è un identificativo univoco
    non esistono 2 persono con lo stesso codice fiscale
    mentre di Mario Rossi potrebbero essercene centinaia

  • Andrea Leganza

    20 apr 2010 - 00:21 - #9
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    @ICE

    il codice fiscale non è biunivoco per tutti, esiste il fenomeno chiamato OMOCODIA, nel 2000 c’erano oltre 24mila casi di questo fenomeno (fonte wikipedia), ad indicare che più persone condividono lo stesso codice fiscale.

  • puzzetta

    20 apr 2010 - 07:15 - #10
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    brunetta è un incapace, cosa possiamo aspettarci da uno che da dei fannulloni agli altri senza considerare problematiche uniche che ogni cittadino potrebbe avere, bel biasimatore, cosa posso aspettarmi da un ministro che probabilmente non conosce l’ open source, ne le dinamiche e filosofie legate alla tecnologia.

    quest’ uomo è riuscito a farci spendere miliardi per delle macchinette con 3 faccine collegate ad un database, con gli stessi soldi potevano farci dei kiosk informativi con hardware riciclato e Gnu/Linux/Gnome semplificato con comprese funzioni di domande per statistiche ed anche molte altre funzioni legate alla ricerca di documenti e stampa on the-fly già compilata da portare allo sportello.

    serve un sistemista non un ministro per questi compiti, i ministri si fanno manipolare dai consulenti privati, gli dicono fai così, costruiamo in cina e fatturiamo li.. bah

    boh ma una cosa è certa, ci sarà da divertirsi quando esploderà il fenomeno dei furti di identità, quando questi indirizzi e-mail si diffonderanno alle famiglie con macchine windows infette.

  • paolissimo72

    20 apr 2010 - 09:58 - #11
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    Credo sia più attendibile il sito dell agenzia delle entrate che wikipedia:

    Non esistono due codici fiscali identici:

    In questi casi l’Agenzia delle Entrate provvede ad attribuire a ciascun soggetto un nuovo codice fiscale, calcolato a partire dal codice fiscale “base” comune a piu’ soggetti. La distinzione avviene effettuando, nell’ambito dei sette caratteri numerici, sistematiche sostituzioni di una o piu’ cifre, a partire da quella piu’ a destra, con corrispondenti caratteri alfabetici.

  • alfag

    20 apr 2010 - 17:12 - #12
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    Sempre a lamentarsi…

  • Andrea Leganza

    20 apr 2010 - 23:13 - #13
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