Negli Usa non è possibile criticare Obama su Facebook, per lo meno se sei un marine: questo è quanto racconta Sign of San Diego. Sapevamo che Facebook è un’arma a doppio taglio, che può portare a licenziamenti oppure a pene d’amore.
Tutto parte da una pagina che il sergente Gary Stein aveva creato appunto su Facebook. La “Armed Forces Tea Party Patriots” non è piaciuta, ed il sottufficiale ha sperimentato così i limiti che chi indossa l’uniforme non può oltrepassare quando parla del proprio governo. E’ nata una querelle che ha portato alla cancellazione della pagina da parte dello stesso Stein.
La cosa è finita sui media, e come accade spesso in questi casi, l’azione repressiva ha finito per ritorcersi contro chi l’ha promossa. C’è che sta dalla parte del sergente e invece chi gli da contro. Fino a che punto arriva la libertà di parola? Da notare che in questo caso non stiamo parlando di un marine alla sergente Gunny, ma di un metereologo che criticava la riforma sanitaria. E che non metteva in dubbio Obama come “commander in chief”.
Torniamo allora al nodo cruciale, ovvero di quanto possa spingersi la libertà di opione su internet. E’ giusto porre dei limiti? Fino a che punto si può parlare di censura, preventiva o meno, e fino a che livello possiamo criticare chi ci governa? Dopo anni in cui abbiamo assistito a dibattiti senza fine in rete, sembra proprio che i nodi stiano arrivando al pettine. Il classico bavaglio all’informazione, così come è stato concepito fin’ora, sembra non funzionare. Cosa stanno escogitando i governi lo sappiamo: basta osservare i movimenti attorno ad ACTA… Ultima domanda: secondo voi stiamo vivendo davvero gli ultimi giorni di “pacchia” prima della stretta finale?
Foto | Flickr
abragad
16 apr 2010 - 12:23 - #1Non conosco l’episodio in questione ma so che gli americani, essendo americani, hanno codici di condotta molto precisi per chi usa social network e altri sistemi se sono funzionari o impiegati del governo, ancora di più se militari (che poi sia un “tecnico” è irrilevante, è sempre un uomo in divisa che deve sottostare a regole ferree).
C’è anche da aggiungere che il movimento “Tea Party” in quasi tutte le sue manifestazioni pubbliche ha superato ampiamente la soglia del buon gusto nell’attacco a Obama quindi non mi stupirei se i toni fossero gli stessi anche online.
nettu
16 apr 2010 - 12:51 - #2Me lo immagino se si fosse trattato di Bush come si sarebbe sottilizzato sul buon gusto e sull’uniforme.
Gian Piero Biancoli
16 apr 2010 - 14:27 - #3Il titolo non è corretto
“Vietato criticare Obama se ricopri cariche militari”, non “Vietato criticare Obama su Facebook”: Facebook non c’entra, è solo il mezzo e il mezzo è irrilevante. Se avesse appeso delle locandine per la città, gli avrebbero fatto rimuovere anche quelle.
Che a un militare sia vietato esprimere pubblicamente disprezzo per il proprio superiore non mi stupisce.
Tecnicamente anche da noi i giocatori di calcio non potrebbero parlare male della federazione e degli arbitri, pena sanzioni disciplinari: si entra a far parte di un gruppo e se ne rispettano le regole.
Articolo inutile o, perlomeno, non adatto a questo blog.
Ciuffolo
16 apr 2010 - 14:46 - #4E invece il commento inutile è il tuo con l’esempio non calzante del calcio dove tutti parlano male di tutti. Come giustamente scritto, il sgt parlava di riforma sanitaria, non dei propri superiori e nemmeno della politica estera di Obama. Disprezzo l’hai aggiunto tu. Com’è che appena si parla di Obama fuori dalle “righe” partono subito gli insulti? Paura eh?
Gian Piero Biancoli
16 apr 2010 - 16:46 - #5@ Ciuffolo
Ribadisco: Facebook è il mezzo!
Non ho detto che sia giusto o sbagliato parlare contro obama, ho detto che non c’entra in questo blog solo per il motivo che è stato fatto tramite FB.
E’ come se su Quattoruote ci fossero gli articoli sulle rapine in banca solo perchè i rapinatori sono fuggiti a bordo di un’auto.
Leggi quello che ho scritto, non quello che pensi tu.
P.S.
“con l’esempio non calzante del calcio dove tutti parlano male di tutti” il fatto che siamo in Italia e che si trovino delle scappatoie non significa nulla, ma a parte questo le sanzioni (multe e, per i casi più gravi, anche squalifiche) ci sono comunque.
thelostone
17 apr 2010 - 15:31 - #6COME non quotare il commento #3. Non c’è da aggiungere altro.