Vietato criticare Obama su Facebook

obama_warNegli Usa non è possibile criticare Obama su Facebook, per lo meno se sei un marine: questo è quanto racconta Sign of San Diego. Sapevamo che Facebook è un'arma a doppio taglio, che può portare a licenziamenti oppure a pene d'amore.

Tutto parte da una pagina che il sergente Gary Stein aveva creato appunto su Facebook. La "Armed Forces Tea Party Patriots" non è piaciuta, ed il sottufficiale ha sperimentato così i limiti che chi indossa l'uniforme non può oltrepassare quando parla del proprio governo. E' nata una querelle che ha portato alla cancellazione della pagina da parte dello stesso Stein.

La cosa è finita sui media, e come accade spesso in questi casi, l'azione repressiva ha finito per ritorcersi contro chi l'ha promossa. C'è che sta dalla parte del sergente e invece chi gli da contro. Fino a che punto arriva la libertà di parola? Da notare che in questo caso non stiamo parlando di un marine alla sergente Gunny, ma di un metereologo che criticava la riforma sanitaria. E che non metteva in dubbio Obama come "commander in chief".

Torniamo allora al nodo cruciale, ovvero di quanto possa spingersi la libertà di opione su internet. E' giusto porre dei limiti? Fino a che punto si può parlare di censura, preventiva o meno, e fino a che livello possiamo criticare chi ci governa? Dopo anni in cui abbiamo assistito a dibattiti senza fine in rete, sembra proprio che i nodi stiano arrivando al pettine. Il classico bavaglio all'informazione, così come è stato concepito fin'ora, sembra non funzionare. Cosa stanno escogitando i governi lo sappiamo: basta osservare i movimenti attorno ad ACTA... Ultima domanda: secondo voi stiamo vivendo davvero gli ultimi giorni di "pacchia" prima della stretta finale?

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail
6 commenti Aggiorna
Ordina: