Logo Blogo

Persino gli animali domestici fanno dating su internet

Pubblicato: 16 apr 2010 da Federico Moretti

Commenti dei lettori

Ankiomaccoppio.itC’è qualcosa di geniale dietro all’idea di Cristiano Calvetto – questa la prima reazione che ho avuto, visitando il sito del progetto – e Ankiomaccoppio.it, un neonato portale (senza troppe pretese a livello di grafica) che ha pure un gruppo su Facebook: chissà cosa ne pensano i colleghi di Petsblog.it. Ankiomaccoppio.it è infatti un luogo dove i padroni possono organizzare incontri per i loro amici pelosi.

L’idea non è del tutto originale, perché già nel 2008 avevamo recensito su queste stesse pagine un social network per animali e sono stati sviluppati degli emuli di lì a poco: ma il concetto inedito di Ankiomaccoppio.it sta proprio nel fatto che il sito nasce espressamente per gli incontri “amorosi” tra animali domestici… a dimostrazione che il dating online non ha ancora esaurito le proprie risorse.

Personalmente apprezzo molto i servizi web 2.0 che rispondono a esigenze reali, più dei divertissement puramente tecnologici: chiunque frequenti Facebook non può ignorare come profili e pagine di animali domestici e gruppi dedicati all’adozione di randagi e soprattutto cani abbandonati spopolino. Il passo successivo è quello di fare incontrare gli amici che hanno bisogno d’accoppiarsi.

Foto | Flickr

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (nessun voto)
condividi condividi
2 commenti

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi
  • Profilo di thelostone

    thelostone

    16 apr 2010 - 10:13 - #1
    0 punti
    Up Down

    fedmor, perdonami, ma cosa ci trovi di così geniale? Ci sono centinaia di siti che permettono in una maniera o nell’altra tramite annunci di mettersi d’accordo con qualcuno per far accoppiare i propri animali. Questo è solo uno dei tanti. E ha pure un nome che sembra dato da un 14enne ritardato.

  • Profilo di fedmor

    fedmor

    16 apr 2010 - 10:35 - #2
    -1 punto
    Up Down

    Beh, Chatroulette non è meglio da quel punto di vista (ed è stato inventato da un poco-più-che-quattordicenne, benché tutt’altro che “ritardato”… termine che comunque eviterei per rispetto a chi è affetto da handicap): la novità consta nel fatto di averlo concepito specificatamente allo scopo. Magari non farà milioni di euro, ma è un’idea che trovo simpatica. Certamente non ci perdo il sonno!