New York Times Reader 2.0

New York Times Reader

E' da poco disponibile il New York Times Reader 2.0. Si tratta di una sorta di programma per leggere su computer il quotidiano newyorkese. Ne parliamo perchè, dopo avere sentito la serie di sciocchezze dette da Rupert Murdoch su Google, si tratta forse del primo esperimento serio di editoria online a pagamento.

Partiamo allora subito dal prezzo. Il costo del servizio è di 4,62 dollari a settimana, non male se si considera che una copia del giornale costa 2 dollari (edizioni domenicali 5, 6 o 7 dollari). Gli abbonati all'edizione cartacea hanno il New York Times Reader 2.0 gratuitamente.

Con l'abbonamento si ha quindi l'accesso a New York Times Reader 2.0, un'applicazione che sfrutta Adobe Air. Questo significa aver coperto tutti i sistemi operativi in un colpo solo: Windows, Mac e Linux. Una scelta davvero oculata, che per una volta non fa gridare allo scandalo utenti esclusi in partenza per "colpa" del proprio sistema operativo. Sulla pagina pubblicitaria del New York Times Reader 2.0 c'è un video con una demo delle principali funzioni. Vediamole insieme.

Vediamo che una volta scaricati i dati, questi vengono memorizzati, quindi sono leggibili anche in un secondo momento senza la necessità di una connessione. Vengono inoltre conservate le ultime sette copie del giornale. Quando ci si collega, i contenuti vengono aggiornati automaticamente, fornendo la data e l'ora dell'aggiornamento.

Da quello che possiamo notare la pagina è disegnata in modo razionale, con il menù a sinistra e la pagina principale a destra. Per il resto niente di nuovo: sono presenti ovviamente tutti gli iperlink, per navigare all'interno delle sezioni, così come c'è la possibilità di vedere gallerie fotografiche o video. Piccola nota personale: viene data enfasi alla possibilità di fare il cruciverba. Sembra proprio che gli americani non ne possano fare a meno. Paese che vai usanza che trovi.

Il New York Times, anzichè menar il can per l'aia su presunti introiti rubati dai motori di ricerca, prova quindi a stuzzicare i propri lettori fornendo un qualcosa di molto simile ad un sito internet, ma per certi versi nuovo. Si tratta di un esperimento per testare la possibilità di chiedere qualcosa in cambio di notizie aggiornate, cosa che fin'ora su internet non ha funzionato, tranne pochi sporadici casi.

Se l'esperimento avrà successo, cosa accadrà all'editoria online? Solo i grandi quotidiani a diffusione mondiale riusciranno a spuntarla oppure avremo la proliferazione di programmi ad hoc per la lettura dei quotidiani? Le edizioni web come le conosciamo ora verranno "spente"? Sono queste le domande che più o meno tutti si stanno ponendo in rete.

Ultima riflessione su Adobe Air. Messa alle corde la settimana scorsa con la questione Flash vs iPad, Adobe potrebbe risorgere come una fenice proprio grazie ad Air. Tra l'altro è di ieri la notizia della possibile causa legale contro Apple. Tutto al condizionale, certo, ma questo ci fa capire

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