Rupert Murdoch: fermerò Google e Microsoft dal prendere le mie notizie

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Rupert Murdoch si è mosso nelle ultime settimane a tutto campo nel mondo dei media. Ha scatenato una guerra dei prezzi contro il New York Times, è in lotta tramite Sky con Mediaset per i diritti dei mondiali, ma ciò che ci interessa qui è che è intenzionato a far pagare gli utenti per leggere Times e il Sunday Times di Londra da Giugno, oltre che il Wall Street Journal. Non si tratta di una novità, ma fa clamore per l'importanza delle testate. Sappiamo che in Italia alcuni quotidiani sono già a pagamento nella versione online, quello che però non conosciamo sono i ricavi di queste operazioni. Senza addentrarci nei dettagli, si tratta di bilanciare l'introito degli abbonamenti con il calo del numero delle pagine lette, e quindi delle pubblicità pubblicabili anche se per certi versi più "preziose" per il target che raggiungono.

Come scritto sul Guardian, Murdoch ha tuonato nuovamente contro Google, ma anche contro Microsoft, in una sorta di par condicio. Il motore di ricerca sarebbe colpevole di rubare in qualche modo le notizia dei media tradizioni. Secondo Murdoch l'intera industria editoriale deve iniziare a chiedere compensi e quindi difendere il giornalismo dall'utilizzo dei contenuti senza permesso. Murdoch dice che i motori di ricerca hanno trovato una miniera d'oro nell'aggregare notizie. Ma il tempo di prendere le notizie gratis è finito. I motori di ricerca devono rivedere il proprio modello di business.

C'è chi dice l'offerta di notizie è talmente ampia che gli utenti troveranno comunque il modo di informarsi senza spendere. Murdoch invece è convito che riuscirà a cambiare le abitudini dei consumatori. In fondo, dice lui, non chiediamo prezzi esorbitanti. E la chiave di tutto potrebbe essere proprio liPad: un mondo tutto sommato chiuso nel quale i consumatori sono praticamente obbligati a intraprendere la strada dell'iTunes Store.

Avrà ragione Murdoch oppure la rete rimbalzerà le idee del magnate australiano? Forse la ragione sta nel mezzo: è possibile pagare quando viene offerto un servizio sopra la media o ritenuto indispensabile. Se però l'utente scoprirà di pagare per leggere notizie inventate, allora la teoria di Murdoch cadrà come un castello di carte. Personalmente, comunque, trovo sia tutta da dimostrare la teoria secondo la quale i motori di ricerca danneggino l'editoria. Basta fare una piccola ricerca per vedere come il ranking dei siti dei quotidiani sia comunque più alto degli altri. Come già scritto in altri post ed in altri commenti, basterebbe modificare di poco il file robot.txt per levarsi di dosso Google, Bing, Yahoo e tutti gli altri. Perchè allora non lo fanno? Voi cosa ne dite?

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