Il Parlamento europeo approva la mozione per "dividere" Google

Il Parlamento europeo non ha il potere di "dividere" Google: dovrà farlo nel caso la Commissione.

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Se ne era già parlato in giro qualche giorno fa, anticipando il voto di oggi presso il Parlamento europeo, chiamato a esprimersi sulla mozione che "divide" Google. Il documento, volto al "sostegno ai diritti dei consumatori nel mercato unico digitale", è stato concepito nelle intenzioni delle autorità del Vecchio Continente per contrastare il monopolio che l'azienda americana ha all'interno del mercato.

L'idea sarebbe dunque quella di chiedere a Google di dividersi in più parti, per tenere lontani dal motore di ricerca altri interessi come quello dettato dal settore pubblicitario, altro ambito in cui l'azienda di Mountain View detiene una grossa fetta di mercato. A esprimere questo concetto, il sottocomma numero 10 del comma L che "invita la Commissione ad applicare con fermezza le norme dell'UE in materia di concorrenza", chiedendo quanto segue:

[Il Parlamento europeo] invita inoltre la Commissione a prendere in considerazione proposte volte a separare i motori di ricerca da altri servizi commerciali quali strumenti potenziali a lungo termine per conseguire gli obiettivi summenzionati;

Il Parlamento Europeo, tuttavia, non ha l'autorità per obbligare Google a effettuare questa mossa, ovviamente sgradita presso i vertici di Mountain View: per farlo ci vorrà l'intervento della Commissione Europea, nelle cui mani passerà dunque eventualmente l'esecuzione. Una nuova patata bollente tutta europea per la società americana, già al centro delle discussioni riguardanti il diritto all'oblio.

Attenzione agli algoritmi


Dovere dei motori di ricerca, secondo il Parlamento europeo, è anche quello di assicurare che i risultati delle ricerche siano imparziali, per i seguenti motivi:

mantenere la ricerca in Internet non discriminatoria, garantire una maggiore concorrenza e una più ampia scelta per gli utenti e i consumatori, nonché salvaguardare la diversità delle fonti di informazione;

Per farlo, l'organo legislativo chiede che indicizzazione e altre procedure effettuate dai motori di ricerca siano imparziali e trasparenti. In questo caso, la richiesta alla Commissione Europea è quella di "impedire qualsiasi abuso nella commercializzazione di servizi interconnessi da parte dei gestori dei motori di ricerca".

A favore della net neutrality


Dal documento, emerge anche un comma a favore della neutralità della rete, argomento particolarmente dibattuto negli ultimi tempi a causa delle discussioni in atto presso la Federal Communications Commission (FCC), agenzia governativa USA che sta promuovendo una proposta di legge che rischia di mettere in serio pericolo la neutralità della Rete:

Il Parlamento europeo sottolinea che tutto il traffico Internet dovrebbe essere trattato allo stesso modo, senza discriminazioni, restrizioni o interferenze, indipendentemente dalla fonte, dalla destinazione, dal tipo, dai contenuti, dal dispositivo, dal servizio o dall'applicazione;

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