Forse gli sforzi del Parlamento Europeo non sono bastati ancora a ottenere maggiore trasparenza, da parte della Commissione Europea, intorno all’Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA). Com’è noto, gli accordi che dovranno regolamentare un giro di vite contro la pirateria informatica, a livello internazionale, eran
o segreti anche per i membri del Parlamento Europeo.
Abbiamo scritto “erano” perché, se gli sforzi delle Istituzioni, anche quando sono così bene intenzionati, non bastano, arriva il peer-to-peer a salvaguardare i cittadini e le stesse Istituzioni, davanti a un segretezza che può fare solo male (il vero malware istituzionale). Un pdf con le basi dell’accordo, lo stesso accordo che neanche i parlamentari europei potrebbero ancora leggere, è disponibile su Pirate Bay (che, a sua volta, non è disponibile in Italia, ma questa è un’altra storia).
La Quadrature du Net, d’altro canto, propone il pdf direttamente online (chissà per quanto), con delle linee riassuntive riguardo al suo contenuto. I punti principali sono lo scopo di ACTA, le modalità della cooperazione fra le nazioni che lo sottoscrivano, e le misure da attuare contro i crimini analizzati. Anche, com’è noto, il ruolo che i provider di banda potranno avere nella questione: un vero e proprio compito da poliziotti (come temono su AfterDawn).
Le reazioni sul web non si sono fatte attendere. Quello che fa più orrore (anche a Wired) è il rischio di “interruzione del traffico internet”. Stranamente, ci sono anche fonti autorevoli come Ars Technica che minimizzano, parlano di “abozzi retorici”, e sembrano non credere nei rischi che la firma dell’accordo potrebbe comportare per le libertà digitali.
gigi78
25 mar 2010 - 16:55 - #1ACTAccati!
giuliootto
26 mar 2010 - 12:35 - #2Dalle prime indiscrezioni sembra che i provider saranno tenuti a interrompere la connessione internet a quegli utenti colti a scaricare materiale pirata. Se ciò non verrà fatto allora gli stessi provider saranno ritenuti responsabili della violazione…
Be, se cosi fosse per me sarebbe la soluzione di tutti i problemi, mi spiego:
Io amo internet perché trovo tutto ciò che voglio e perché lo posso trovare gratis.
PRIMA IPOTESI
Domani il mio provider mi informa che quello che scarico è illegale? Oh, perbacco non lo sapevo: non lo faccio più.
La connessione casalinga di Internet non mi serve più a questo punto, disdico l’ADSL.
Con i soldi risparmiati mi compro quei film o quei dischi che inconsapevolmente ho scaricato illegamente, dal momento che nessuno mi aveva avvertito di ciò.
Per internet mi rivolgo a qualche offerta a consumo, la più economica mi sta bene, tanto che mi frega della velocità se non posso più fare il P2P.
SECONDA IPOTESI
Continuo a scaricare quello che voglio da internet senza che nessuno mi dica niente.
Meglio, vuol dire che ciò che scarico è legale, quindi non sto infrangendo nessuna legge e tutti siamo contenti. Spendo un capitale di ADSL FLAT SUPER VELOCE, non mi posso permettere di comprare musica e film, ma tanto gli scarico…
In tutte e due le ipotesi qualcuno ci guadagna e qualcun’altro ci perde; si tratterà di vedere chi farà la voce più grossa… Per me l’importante che le cosi siano chiare e senza possibilità di interpretazione da parte dell’utente finale.
Saluti.
fingam
26 mar 2010 - 14:45 - #3@giuliootto:
cosa vorrebber dire “che inconsapevolmente ho scaricato illegamente”. Vuoi dire che nel 2010 c’è qualche internauta che è in grado di installare bittorrent o p2p, impostare il router, ma non sa che il download di materiale protetto è illegale? Non c’è neanche la scusa di dire “non guardo la tv e non leggo i giornali” perché tanto sono notizie che riportano tutti i siti internet del mondo.
giuliootto
26 mar 2010 - 15:32 - #4Caro Fingam,
tu sai dirmi del contenuto di un sito di torrent cosa c’è di legale e di illegale?
Se mi dici è tutto illegale, beh, allora chiudete tutti i siti torrent.
Perché non lo fanno? Te lo dico io, perché girano troppi soldi.
Come dicevo qualcuno ci perde e qualcuno ci guadagna.