Firefox molla Google: il motore di default sarà Yahoo per i prossimi 5 anni

Mozilla e Yahoo hanno annunciato una collaborazione che durerà per 5 anni, e come conseguenza Firefox dice addio a Google come motore di ricerca predefinito.

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Aggiornamento ore 10:20
Abbiamo appurato che qui in Europa il motore di ricerca di default di Mozilla Firefox resterà Google. In Russia invece diventerà Yandex, mentre in Cina sarà la volta di Baidu.

Ore 10:00
Mozilla e Yahoo hanno stretto un accordo che lega a doppio filo il browser open source e il motore di ricerca. Il primo effetto evidente di questa partnership è che su Firefox il search engine di default sarà Yahoo e non più Google, mentre dal canto suo l’altra parte inizierà a supportare funzioni Do Not Track e fornirà a Mozilla alcune feature migliorate.

Francamente, al momento è impossibile dedurre quali dovrebbero essere gli effetti positivi di una simile joint venture - e la mia non è negatività, bensì curiosità. Cosa potrebbe fare Yahoo, usato oggi dal 10% dei navigatori e ormai basato su Bing, per Mozilla, che mese dopo mese perde sempre più terreno nei confronti di Chrome?

“I nostri accordi [con Google] scadevano quest’anno, e ci siamo ritrovati a poter gestire questa occasione come un motivo per rimettere in discussione la nostra strategia per la competitività. È nostra convinzione che questo passo avanti concederà un maggiore potere di scelta a un numero crescente di persone provenienti da tutto il mondo. Sarà un’opportunità per l’innovazione e in definitiva restituirà un po’ di controllo sulla vita online agli utenti”.

Queste sono le parole di Chris Beard, CEO di Mozilla. Marissa Mayer, dal canto suo è più focalizzata sul prodotto e vuole ottenere degli effetti reali e tangibili dalla partnership: più traffico proveniente dalle ricerche. E per tutto il resto: “Non vedo l’ora di scoprire quali innovazioni costruiremo assieme”.

In sintesi né Yahoo né Mozilla sanno ancora come sfrutteranno le capacità del nuovo alleato, ma entrambi erano desiderosi di rimescolare le carte in tavola e correre qualche rischio pur di turbare lo status quo, che viene visto come una situazione fallimentare e priva di vie d’uscita.

Foto | Flickr

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