
Il battagliare continuo fra il Governo cinese e Google è ormai ai ferri corti, lo si sapeva già da tempo. L’attacco informatico nei confronti dell’azienda di Mountain View, però, potrebbe essere solo la punta dell’iceberg più “diretta” di una serie di conseguenze che Google potrebbe pagare se non rispetterà le leggi valide sul suolo cinese.
“Noi supportiamo l’espansione di Google nel nostro mercato, ma se violasse le leggi cinesi non sarebbe amichevole e sarebbe irresponsabile e dovrà risponderne delle conseguenze”.
Sono parole di Li Yizhong, ministro cinese dell’Industria e della Tecnologia. Il Governo cinese fa filtrare dai motori di ricerca tutto il contenuto che non ritiene adatto alla popolazione che amministra: pornografia, violenza, ma anche contenuti politici di varia natura. Le parole del vice-presidente di Google Nicole Wong, però, non lasciano presagire nulla di buono:
“Google è ferma nella sua decisione di smettere di censurare i suoi risultati in Cina. Anche a costo di dover chiudere il nostro dominio google.cn e di lasciare il paese, siamo pronti ad andare avanti”.
Sono parole molto pesanti, soprattutto considerato che sono state pronunciate davanti alla Commissione Affari Esteri del Parlamento americano, durante un dibattito su “come la tecnologia può aiutare gli attivisti per la democrazia sparsi nel mondo”. Insomma, Google è avvertito, ma anche la Cina lo è. Del resto, nessuna delle due parti sembra temere l’altra: la Cina è convinta di poter fare a meno del motore di ricerca americano per sviluppare comunque il suo mercato di Internet e su Internet; Google è forte della sensazione di essere nel giusto, e nell’appoggio concretissimo del Governo del suo paese.
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12 mar 2010 - 17:27 - #1.
Google Santo Subito!
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liber
12 mar 2010 - 17:33 - #2Non mi sembra tanto giusto che facessero questa cosa, anche perchè poi la gente si troverebbero limitata la propria libertà di usifruire dell’informazioni libere ma si passerà tutto sotto controllo del potere
marsplastic
12 mar 2010 - 17:50 - #3se continua così google se la compra la cina
surfer
12 mar 2010 - 18:35 - #4@2: ammesso che ho capito cosa intendi dire, l’unico modo per Google di rimanere operante in Cina sembra sia quello di conformarsi alle richieste di censura provenienti dal governo.
A questo punto in che modo Google differirebbe dagli altri motori di ricerca già presenti, e come permetterebbe alla gente di usufruire di informazione libera?
maurr
12 mar 2010 - 19:46 - #5Semplicemente il governo pseudo comunista e totalitario ha detto a Google..
Se tu permetti alla gente di informarsi in modo diverso da come vogliamo noi,sono cavoletti amari per te.E’ il ricatto economico che una dittatura riesce a fare al mondo moderno e civilizzato.E questo e’ il motivo per cui l’unica parte democratica di etnia cinese a taiwan,rifugge da qualsiasi offerta di riunificazione.Voi vi riunifichereste se fossimo una piccola parte italiana democratica con l’italia piu’ grande ma sotto il regime fascista?Cioe’ non avere nemmeno piu’ la possibilita’ per esempio come sto facendo io in questo momento di scrivere queste cose senza ritrovarsi dopo due o tre giorni in prigione,senza avvocati,senza protezione,magari per anni?
roberto-d
12 mar 2010 - 23:05 - #6Se un colosso come Google è contro la censura, allora qualcosa bolle in pentola.
l3w1x
13 mar 2010 - 15:12 - #7@maurr
mai stato così d’accordo.
Fa impressione cmq come ci sia ancora gente che difende la cina solo perchè è vicina alle proprie idee politiche.
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13 mar 2010 - 17:29 - #8minimalista ma elegante la lapide di Google in foto
Botweb
13 mar 2010 - 18:31 - #9tanto i cinesi stanno tutti in italia che glie frega di google in cina
franco292
14 mar 2010 - 00:03 - #10Ciao, ti invito in http://barzellettedivertenti.myblog.it/
e’ un blog che fa ammazzare dalle risate
iamor
14 mar 2010 - 10:06 - #11Certo che Google ha mandato un segnale fortissimo alla Cina ed al mondo intero.
Le leggi sulla censura in Cina sono uno schifo, e si dovrebbe pian piano quanto meno di ammorbidirle.
Questo almeno, è un tentativo.
Grande Google.
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14 mar 2010 - 10:51 - #12“Certo che Google ha mandato un segnale fortissimo alla Cina ed al mondo intero.”
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davvero ingenui a pensare questo… la Cina NON HA PAURA della potenza nucleare della Russia e degli Stati Uniti, non gliene frega NIENTE della stampa e dell’opinione pubblica internazionale né quando sfrutta il lavoro minorile né quando massacra il popolo del Tibet e così via, e poi, dovrebbe avere “paura” di… Google…!!!
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o vogliamo forse credere che quelli di Google non lo sanno… o pensano di “piegare” la Cina… o di denigrarla più di quanto la Cina non faccia da sola?
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ma non siamo ridicoli… la verità è che in Cina il leader dei SE è Baidu e Google ha una quota marginale del mercato, quindi, può “usare” il contrasto con la Cina per sembrare un azienda “paladina della libertà” e far dimenticare, che, invece, nel resto del mondo sta DIVORANDO spietatamente TUTTI i mercati dell’IT diventando rapidamente un MONOPOLIO planetario con tutte le conseguenze che questo (già) comporta e comporterà ancor più in futuro
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quelli che pensano (davvero!) e dicono e scrivono che Google “non è evil” sono maledettamente ingenui, O… lavorano per Google… :[
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14 mar 2010 - 10:59 - #13.
aggiungo che, mentre Google “dice” di voler lasciare la Cina, continua a STARE in Cina ed a fare AFFARI esattamente come prima… e così continuerà ad essere… SOLO chiacchiere ma NESSUNA decisione di lasciare la Cina
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ma davvero pensiamo che Google lasci il mercato IT e web numero 1 al mondo e regali la sua quota di mercato a Baidu???
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la verità è che, quella di Google, è SOLO una “rivoluzione 2.0″ senza “spargimento di sangue” e senza rinunciare agli affari… Google ne parla, i blog ne parlano, i giornali scrivono articoli, l’azienda supercapitalista ed ipermonopolista del web passa ovunque per il “Che della rete”, ma gli affari continuano e tutto rimane solo in un ambito “virtuale” (anzi “virale” come va di moda dire oggi)
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govinda
16 mar 2010 - 09:30 - #14Come ogni regime la libertà di informazione va a farsi benedire; che sia nero o rosso la solfa non cambia. La cina continua a subire da decenni quello che a noi è toccato 60 anni fa.
MIN.CUL.POP