
Buona parte del Parlamento Europeo si sta dimostrando - coraggiosamente - insofferente rispetto all’atmosfera di segretezza e di mancanza di trasparenza intorno a tutto quello che riguarda il cosiddetto Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA: “Accordo Anti-Contraffazione”), da parte della Commissione Europea.
L’ACTA è un accordo plurilaterale su cui la Commissione è al lavoro per stabilire degli standard riguardo i diritti sulla proprietà intellettuale. Oltre all’Unione Europea, vi sono al lavoro anche i governi di paesi come l’Australia, il Giappone, gli Stati Uniti, la Svizzera, gli Emirati Arabi Uniti. Tutti i maggiori partiti rappresentati al Parlamento Europeo hanno fatto quadrato intorno a questa sensazione di disagio, facendo approvare nella seduta di ieri una risoluzione che renda obbligatorio per la Commissione pubblicare tutti i documenti fin’ora prodotti dalle contrattazioni con gli altri paesi.
Il Parlamento deve essere informato sui processi di negoziazione: è questa la parola d’ordine. Anche l’unico membro del Parlamento aderente al Partito “dei Pirati” Christian Engström ha firmato la risoluzione.
L’altro elemento su cui sembrano essere tutti d’accordo è l’assoluta contrarietà alla cosiddetta legge dei “Three strikes” (“le tre disconnessioni“): una normativa paventata o già applicata in alcuni paesi dell’Unione Europea, che infliggere la riduzione della banda dedicata a Internet o l’interruzione totale di essa per chi si fosse macchiato di crimini contro il diritto d’autore (dopo tre avvertimenti). Il Parlamento ha sempre fermamente condannato l’ipotesi che si possano diffondere ulteriormente leggi come questa.
Luca Bolli
10 mar 2010 - 15:15 - #1una domanda: perchè qualche mese fa avevate cominciato a fare utilissime segnalazioni di software (cioè quello che uno si aspetta da un sito chiamato “downloadblog”) e adesso siete tornati a riportare notizie di “gossip tecnologico” che non interessano a nessuno? questo blog non si capisce che indirizzo abbia, non è ne carne ne pesce, ed è sempre più soporifero. l’unica cosa positiva è che avete ridotto di molto gli articoli sciocchi su facebook e social network vari, che erano semplicemente ridicoli.
in fede
un vostro lettore perplesso, (di questo passo ex lettore).
sandro-kensan
10 mar 2010 - 17:14 - #2Molto interessante questo articolo e soprattutto notevole la posizione del Parlamento Europeo che ha nuovissimi poteri da quando è entrato in vigore il trattato di Lisbona (se non erro) e li sta usando tutti.
Il Parlamento europeo ha diritto di bocciare gli accordi che la Commissione europea fa con i potenti della terra come gli americani.
Per esempio l’accordo Swift stipulato da Barroso della Commissione europea con gli americani è stato stracciato dal Parlamento europeo. Per chi non sapesse cos’è l’accordo Swift è un contratto tra l’Europa e l’America per cui gli americani possono avere tutti i dati dei bonifici bancari che vengono fatti dai cittadini europei e di questi dati possono farne ciò che vogliono (leggi schedare gli europei).
Ovviamente gli europei non possono avere i dati degli americani, quindi il contratto è a senso unico (gli europei sono sudditi degli americani). Il Parlamento europeo ha detto a larghissima maggioranza che questa è una schifezza e ha bocciato l’accordo.
Se si vuole approfondire il caso SWIFT c’è il sito del Parlamento:
http://www.europarl.europa.eu/news/public/story_page/019-69282-053-02-09-902-20100219STO69260-2010-22-02-2010/default_it.htm
Il sito del Parlamento Europeo con le news:
http://www.europarl.europa.eu/news/public/default_it.htm
ACTA mi pare di avere capito che debba essere obbligatoriamente votato dal Parlamento, quindi può essere bocciato con buona pace di Barroso.
sandro-kensan
10 mar 2010 - 17:24 - #3Ho trovato questa interrogazione sul caso ACTA:
Oggetto: Trasparenza e Stato di avanzamento dei negoziati ACTA (Accordo commerciale anticontraffazione)
Il Parlamento in varie occasioni ha chiesto alla Commissione e al Consiglio di assicurare il più ampio accesso possibile ai documenti ACTA, in particolare nelle sue relazioni del 18 dicembre 2008 (Relazione Susta, P6_TA(2008)0634, punti 14, 28) e nella sua relazione dell’11 Marzo 2009 (relazione Cashman, P6_TA(2009)0114), il cui punto 26 recita: “la Commissione dovrebbe senza indugio rendere disponibili al pubblico tutti i documenti relativi ai negoziati internazionali in corso sull’Accordo commerciale anticontraffazione (ACTA)”.
Il Parlamento europeo nella sua risoluzione del 9 febbraio 2010 su un accordo quadro con la Commissione (P7_TA(2009) 0009) richiede informazione immediata e completa in ogni fase dei negoziati sugli accordi internazionali, in particolare in materia di commercio e di altri negoziati che comportano la procedura di approvazione, per dare piena attuazione all’articolo 218 del TFUE. La Commissione, il 27 gennaio 2010, ha assicurato il suo impegno per una associazione rafforzata con il Parlamento nei termini di detta risoluzione.
Quando concederà al Parlamento l’accesso a tutti i testi primari relativi all’ACTA, in particolare il mandato negoziale ACTA da parte del Consiglio, i verbali delle riunioni di negoziato ACTA, i progetti di capitoli ACTA, e le osservazioni dei partecipanti ACTA sui progetti di capitoli?
La Commissione ha effettuato una valutazione dell’impatto di attuazione dell’ACTA sul commercio elettronico nell’Unione europea e nel mondo? Come garantirà che l’osservanza delle disposizioni internet dell’ACTA sia pienamente in linea con l’acquis e in che modo intende risolvere eventuali incompatibilità?
Conviene la Commissione che al Parlamento dovrebbe essere dato l’accesso ai documenti ACTA prima dell’entrata in vigore del nuovo Accordo quadro?
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In una frase si dice che «Il Parlamento europeo nella sua risoluzione del 9 febbraio 2010 su un accordo quadro con la Commissione (P7_TA(2009) 0009) richiede informazione immediata e completa in ogni fase dei negoziati sugli accordi internazionali, in particolare in materia di commercio e di altri negoziati che comportano la procedura di approvazione».
Quindi è richiesto per ACTA il consenso decisivo del Parlamento europeo.