
Uno dei primi sfottò fra utenti di Twitter della prima ora - visto che erano in pochissimi, all’inizio - era che parlassero solo di quello che stavano mangiando. In parte, era anche vero. Poi, il successo della piattaforma ha fatto sì che diventassero cult le conversazioni collettive su temi come la politica, i talk show e chi più ne ha, più ne metta.
A parlare di cibo in maniera 2.0 sono rimasti dei social network appositi. Uno dei primi made in Italy fu Due Spaghi: una guida in progress di critiche gastronomiche fatte dal basso, e quasi sempre con un occhio alla qualità e uno al portafogli. Ora, però, anche le cosiddette élite vogliono la loro parte, ed è arrivato il turno di Vinix.it.
Sempre di social netowork gastronomico - e all’italiana - si tratta, ma questa volta tutto è improntato sull’alta qualità. Invece che osterie e trattorie, wine bar ed enoteche, con ambizione e camerieri con la puzza sotto al naso. Il risultato? Così così, per il momento. Perché i locali proposti saranno anche i migliori, sulla carta, ma mancano i pareri del pubblico ruspante e verace che Due Spaghi ha vantato fin dalla prima ora. Chi frequenta i locali più apprezzati su Vinix, non ce ne voglia l’italiano medio da recente miglioramento delle sue condizioni socio-economiche, o non ha tanta voglia di recensire o non sa recensire. Aspetteremo fiduciosi in un miglioramento.
Filippo Ronco
09 mar 2010 - 19:41 - #1Caro Giovanni, il tuo articolo è talmente infarcito di cose non vere e di sciocchezze che sembra quasi scritto ad arte per denigrare qualcosa o qualcuno. Se ti interessa conoscere qualcosa di più (di vero) su Vinix sono a tua disposizione.
Un caro saluto.
Filippo Ronco
giovanni-de-stefano
09 mar 2010 - 19:54 - #2Ciao Filippo, credo che tu parli a nome di Vinix. Il post non è stato scritto “ad arte per denigrarlo”, ma basandomi sulla lettura del tuo sito.
Filippo Ronco
09 mar 2010 - 23:20 - #3Allora permettimi ma la lettura è stata molto superficiale. Su vinix ci sono ristoranti recensiti da chiunque e di ogni tipo. Nessuna puzza sotto al naso. Non so da dove tu abbia potuto riscontrare questa sensazione ma temo davvero sia dovuta ad una lettura molto veloce e approssimativa.
L’area recensioni inoltre è solo una piccola parte (forse la più piccola di vinix). Il cuore del nostro social network è l’area blog con centinaia di produttori di vino ed altri operatori della filiera enogastronomica che si confrontano ogni giorno in modo aperto e trasparente con il pubblico dei lettori.
Ti invito ad una visita più approfondita: su vinix non mancano le osterie recensite e se di qualità occorre parlare è con riferimento al livello di moderazione e assistenza agli utilizzatori, sull’impossibilità di registrarsi con un nickname ma solo con dati reali e su tutta una serie di piccole accortezze che credo abbiano contribuito a costruirne il buon nome e la reputazione.
Pronto a migliorare, sempre, ma le critiche gratuite e basate sul nulla non le accetto. Leggendo il tuo post, sembra che vinix sia un sn di recensioni ristoranti fighetti, il che è quanto di più lontano dalla realtà. Ripeto, ti invito ad una lettura più attenta.
Filippo.
fabio ingrosso
11 mar 2010 - 17:49 - #4Giovanni, mi sento di dire la mia al riguardo: hai davvero scritto un post in cui “la puzza sotto il naso” la potevi proprio risparmiare. Sono un utente di Vinix anch’io e la descrizione che tu fai non rispecchia ciò che Vinix è. Lo ha detto Filippo nel commento precedente: un luogo dove principalmente si parla di vino, lo fanno blogger, produttori, giornalisti e appassionati. Le recensioni di locali sono davvero una percentuale che non fa peso. BTW, da dove è uscita questa tua interpretazione?
roberto colombo
11 mar 2010 - 18:43 - #5Caro Giovanni, il tuo post è assolutamente superficiale e denota una grave mancanza di conoscenza di ciò di cui parli.
Vinix è molto altro rispetto a quello che hai scritto tu.
Vinix è un luogo d’incontro assolutamente accessibile da chiunque, perfettamente navigabile da chiunque, assolutamente per tutti.
Vinix nel caso non avessi letto bene è molto ma molto di più di un semplice sn per recensire ristoranti.
Parli di élite ma non sai chi frequenta Vinix, io lo frequento e non faccio parte dell’élite come la chiami tu.
Poi affermi un’altra cosa non vera, ora arriva Vinix… ma lo sai da quanto tempo esiste? o forse dici “or”a solo perchè tu lo hai scoperto ora?
La domanda ora è questa: che ti viene in tasca a parlare meglio di due spaghi piuttosto che di Vinix, che ripeto, IMHO non hai neppure letto se non oltre la Homepage e cmq molto veloce e superficialmente?
Giuliano Abate
11 mar 2010 - 23:57 - #6Ho sempre letto con interesse questo sito e attinto a piene mani dalle segnalazioni che vengono fatte di strumenti e risorse della rete.
I commenti e le presentazioni sono pertinenti e argomentate e, pur non commentando, non ho mai avuto da ridire sui giudizi che avete espesso.
Ma, questa volta rimango francamente basito: quello che hai visto di Vinix è,oggettivamente, lontano anni luce dalla dalla realtà .
Sono certo che l’inteligenza dei lettori di questo post possa, da sola, porre rimedio alla tua presunzione.
Cordialmente
Giuliano
Filippo Ronco
12 mar 2010 - 19:09 - #7Il post ormai è sprofondato e tu caro Giovanni ormai immagino abbia accantonato la cosa. Il fatto è che dietro Vinix ci sono anni di lavoro, sudore, fatica giorno per giorno. Il danno ricevuto considerata la quantità di retweet e rimbalzi che ha avuto il post è notevole. Chissà se sperare in una più approfondita e seria indagine con un nuovo post sia effettivamente utopia.
Un caro saluto.
Filippo
Michela Muratori
25 ago 2010 - 15:26 - #8Giovanni non ti conosco ma non riesco a non essere schietta: che cavolate scrivi?!?
Il tuo è veramente un commento superficiale e senza capo ne coda, ma a che pro poi?! Si vede proprio che non conosci Filippo e Vinix…
Sono letteralmente basita se c’è una cosa che non è Vinix è quello che tu hai scritto!
Basita e senza parole…
daniela (senzapanna)
25 ago 2010 - 16:05 - #9Capisco cosa possa aver pensato, la sensazione che possa aver avuto Giovanni leggendo le recensioni e i commenti di Vinix.
Che sia un SN con la puzza sotto al naso è il minimo che possa pensare una persona che ha come metro di paragone due spaghi.
Avrebbe la stessa impressione anche Filippo Ronco stesso.
Il fatto è che se si analizza Vinix prendendo come paragone 2spaghi non ci siamo proprio.
Frequento forum e siti di enogastronomia da secoli e ora anche i SN da anni e sinceramente molte volte mi sono trovata in disaccordo con i consigli di 2spaghi tant’è che l’ho abbandonato quasi subito.
E’ vero che Vinix possa sembrare altezzoso, ma solo perché confrontato con l’apertura di 2spaghi lo è.
Viceversa ho sempre avuto l’impressione che su 2spaghi non ci sia un filtro, non ci siano paletti. Ed ecco come un sito di recensioni che accoglie tutti diventa poco credibile, le opinioni sono molto difformi tra loro e la qualità dei ristoranti proposti non è confrontabile. Ecco che mi trovo recensito magari un posto di qualità medio bassa elevato “democraticamente” alle stelle e magari trattato con dispresso e saccenteria un locale con una proposta molto raffinata ed eccellente.
Sto esasperando il discorso per fare un esempio, per farmi capire.
Su Vinix invece vedo spesso recensiti locali che conosco e in quei casi (appunto perché posso valutare il racconto dle recensore di turno) ho la conferma che qui posso trovare indicazioni interessanti, equilibrate e oggettive anche dei posti che non conosco.
Insomma Giovanni, capisco che dal tuo punto di vista tu ti sia fatto questa idea, credo anche che non possa essere presentata come una verità assoluta. E’ il tuo punto di vista.
E se ti fidi di più di 2spaghi o ti piace di più è giusto che tu lo segua.
Filippo Ronco
25 ago 2010 - 17:18 - #10Daniela, ti sbagli anche tu. Anche su vinix ci sono recensioni scritte male o stupidaggini, così come voti troppo alti o troppo bassi assegnati con superficialità. Non vi è alcun filtro su chi scrive a meno che, naturalmente, non siano cose perseguibili civilmente o penalmente. L’unico vero controllo che facciamo è sugli account di registrazione che - qui si c’è una differenza - rispetto a due spaghi vogliamo senza “nick” ma solo con il nome dell’azienda o il nome e cognome della persona.
Un caro saluto.
Fil.
daniela (senzapanna)
26 ago 2010 - 08:19 - #11Hai ragione Filippo, mi sono espressa male e invece credevo di essere stata chiara.
Non intendevo un’azione di controllo voluto, ma un filtro naturale nel senso che (dimmi se sbaglio) qui ci sono recensioni di appassionati/competenti, quindi c’è come un autofiltro naturale e la tipologia delle segnalazioni mi sembra più uniforme o perlomeno l’attendibilità è più alta.
Credo che la competenza di chi scrive porti a una maggiore credibilità semplicemente perché parliamo di persone con il palato allenato.
Che poi il parere della gente comune sia importantissimo ne sono convinta per prima, dato che io rientro in questa categoria, con l’inconveniente che forse incide troppo la soggettività in questi pareri e non è facile capire destreggiarsi tra molte di queste indicazioni.
IMHO.
Comunque è una mia impressione. Tra l’altro non so nemmeno se mi sono spiegata bene. Io mi sono capita. :-)
Giovanni1965
08 feb 2012 - 09:55 - #12Penso che nel mondo del vino di persone con la puzza sotto il naso ne è pieno e Vinix ne è l’esempio.
Lontano anni luce dalla realtà dei fatti dell’economia del vino, dice le cose che i produttori volgio sentirsi dire per sognare e mai parlano di soluzioni concrete ma sempre e solo di aria.
Parlare di cose concrete vuole dire prendersi le responsabilità. Fare cose concrete la stessa cosa.
Vinix a peggio non solo parla di aria ma si permette di giudicare con puzza sotto il naso chi prova concretamente a cambiare le cose.
Comunque, il bello del web è che nel tempo come questa recensione, filtra da solo.
Giovanni1965
08 feb 2012 - 10:02 - #13Aggiungo: non c’è nulla di male come in ogni economia lucrare su un settore.
Ma criticare chi lo fa nascondendosi dietro alla crociata dei “pensanti del vino” e poi da sotto fare la stessa cosa (tipo vendere il corso Vinix a Genova) è un po’ stare in una scala di grigio.
Questo è quello che uno con l’occhio un po’ lungo vede.