L’industria per adulti contro Google: “Non ci protegge dalla pirateria”

BigG non sembra avere alcuna intenzione di allearsi anche con l’industria a luci rosse, che ovviamente lamenta una mancanza di protezione dalla pirateria digitale.

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Google sta facendo molto per contrastare la pirateria online, specie in quest’ultimo periodo, ma a stare col fiato sul collo di BigG non sono soltanto le major cinematografiche e discografiche. Ora anche l’industria dell’intrattenimento per adulti ha deciso di far sentire la propria voce lamentando una mancanza di collaborazione da parte di Google.

Solo pochi mesi fa era addirittura stata avviata una compagna online, #PayForYourPorn, con l’intento di sensibilizzare gli utenti a non ricorrere ai siti pirata, ma di affidarsi contenuti ufficiali e a pagamento, contribuendo così a non affossare l’industria del porno.

Il tentativo, almeno per ora, si è rivelato un fallimento e ora l’industria a luci rosse si rivolge a Google: gli utenti in cerca di contenuti pruriginosi si affidano spesso proprio al famoso motore di ricerca, che nelle maggior parte dei casi continua a fornire link a siti pirata.

Google non aiuta in nessun modo a portare gli utenti verso le fonti legali e, non permettendo ai siti per adulti di comprare spazi pubblicitari sulla sua piattaforma, di fatto alimenta la pirateria di contenuti pornografici. L’appello è chiaro:

L’industria per adulti funziona come tutte le altre industrie: paghiamo le tasse, creiamo posti di lavoro e contribuiamo all’economia. Quante volte al giorno la parola “porno” viene cercata su Google? Le corporation mainstream come Google continuano a discriminare l’industria per adulti nonostante il mondo sia chiaramente interessato alla pornografia.

E’ evidente che l’industria per adulti sta affrontando gli stessi problemi di quella cinematografica e musicale, ma se Google ha finalmente deciso di allearsi con queste ultime e adottare misure per mettere un freno alla pirateria digitale, un’associazione col mondo del porno sembra davvero un’utopia. O no?

Via | BBC

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