
Non sempre ci sono buone notizie riguardo Google Books. Questa volta, invece di libri nuovi in arrivo, ci sono grandi autori che se ne vanno.
Il 28 gennaio è il termine presentato da Google per accettare o no la “transazione” proposta ad autori ed editori: prendere o lasciare. E molti, soprattutto chi è già affermato e non fa fatica a vedere il frutto del proprio lavoro editoriale, stanno lasciando. si tratta di nomi come Quentin Blake, Anne Fine e Jacqueline Wilson; ma anche Thomas Pynchon, Zadie Smith e Jeanette Winterson.
Sono più di 6500 in totale gli autori di cui non vedremo più, per ora, le opere su Google Books. Certo, è una perdita anche abbastanza grande per un servizio che esalta al massimo l’accessibilità del materiale editoriale (o, almeno, di un’anteprima di esso). D’altra parte, se decisioni come questa, da parte degli autori, possono tranquillizzarli nello svolgimento della loro attività creativa - che, in fondo, è la cosa che più ci interessa - tanto meglio anche per noi lettori.
::: ghost :::
23 feb 2010 - 18:43 - #1ottima notizia… altre 6500 persone che non ci stanno a farsi inc*lare da Google… :)
omaBra
23 feb 2010 - 19:20 - #2Già! meglio passare sotto mamma mela morsicata, offrendo il 30% dei ricavi dei propri libri a loro, e passare sotto uno store completamente chiuso dove la distribuzione dei contenuti sarà vincolata da pesantissimi DRM.
lukaka
23 feb 2010 - 21:32 - #3emule funziona meglio
nardo86
24 feb 2010 - 13:59 - #4Beh vado in biblioteca a leggere la copertina allora prima di comprare.. anzi le abolirei e anche in libreria obbligo di comprare se tocco un libro!! e via le recensioni e wikiquote che pubblicano frasi senza il rispetto di chi le ha scritte solo per fare soldi
lordmax
24 feb 2010 - 14:03 - #5L’unica alternativa che può salvare l’editoria e, soprattutto, gli autori, è l’editoria digitale senza DRM od al massimo con i social DRM (i nostri ex libris).
E per quanti ne dicano peste e corna tutte le esperienze fatte portano a risultati positivi.