iGay: il titolo dell'HuffPost Italia sul coming out di Tim Cook

Ennesima gaffe del quotidiano online diretto da Lucia Annunziata.

igay-huffpost


I titolisti dell’edizione italiana dell’Huffington Post hanno colpito di nuovo. L’edizione diretta da Lucia Annunziata non è nuova a colossali cadute di stile quando si tratta di titoli. Basta ricordare cosa scrissero all’indomani dell’omicidio di Reeva Steenkamp da parte di Oscar Pistorius, il 14 febbraio 2014: “Regalo di sangue a San Valentino”.

Ieri il CEO di Apple, Tim Cook, ha fatto coming out e confermato a BusinessWeek quello che era già noto da tempo. Nella corsa al titolo più accattivante, HuffPost Italia si è lanciata in un imbarazzante e secco “iGay”, richiamando uno dei tratti distintivi di Apple, quella “i” davanti ai propri prodotti, da iMac ad iPhone, passando per iTunes e iPad.

Chissà, forse volevano essere simpatici (?) o forse sono stati soltanto lungimiranti e hanno capito che una mossa del genere avrebbe generato un tam-tam sui social network che avrebbe portato visite. O forse, e questa è l’idea che mi sono fatto, hanno semplicemente preso una cantonata, mancando di tatto e confermando la differenza di livello tra l’edizione italiana e quella internazionale.

Una bella e profonda dichiarazione come quella di Tim Cook, una lettera a cuor aperto che può dare forza e coraggio a chi, pur consapevole della propria sessualità, non è ancora riuscito a fare coming out, è stata trasformata in una cosa da ridere, in un titolo ad effetto - nemmeno lontanamente divertente, a dirla tutta - che ne ha sminuito il potere.


Bastava dare uno sguardo alle altre edizioni dell’HuffPost per prendere uno spunto ed evitare la figuraccia. Titoli come “Il CEO di Apple fa coming out” o “Tim Cook: Sono orgoglioso di essere gay” potevano e dovevano essere fonte di ispirazione, specie in un Paese come l’Italia in cui gli omosessuali stanno ancora lottando per il riconoscimento di diritti che in centinaia di altri Paesi sono già stati conquistati da tempo.

Cosa ha ottenuto l’HuffPost Italia con questa mossa? Poco e nulla: il titolo è stato rimosso poco tempo dopo, sui social network è partita l’ondata di sbeffeggiamenti e chi aveva ancora qualche dubbio sulle fonti da utilizzare per informarsi avrà capito che è il caso di rivolgersi altrove.







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