
Sono bastate - si fa per dire - migliaia di report e denunce alla Polizia Postale da parte degli utenti italiani, per far sì che l’odioso gruppo dedicato alla derisione dei bambini affetti dalla sindrome di Down chiudesse battenti. All’indomani dell’oscuramento, pensiamoci un po’ su.
Non c’è alcun dubbio che una delle piaghe di Facebook sia lo spam. I gruppi che cambiano nome, convertendo in un sol colpo migliaia di fan della “Patata” in fittizi sostenitori del politico di turno, saranno anche storia passata. Ora, non sembra più possibile non solo cambiare il nome a un gruppo, una volta creatolo, ma anche la sua descrizione risulta intoccabile. Giusto così.
Incontrato questo impedimento, gli spammer (e, ribadisco, credo che qui i politici o quantomeno i sostenitori dei politici, c’entrino sempre più) cercano nuove strade. Una di esse sembra essere diventata quella di esplorare nuovi territori: non più solo il comico (v. sopra), il tenero (gattini vari), ma anche lo sgradevole, il sensazionale a ogni costo, la bufala palese.
E la bufala (come quella capitata ai tanti milanesi allertati, via gruppo di Facebook, della falsa chiusura dello storico Luini) è solo la migliore delle ipotesi, ormai. Il gruppo sui bambini di Down è solo la punta dell’iceberg di un mondo basato sullo sfruttamento . Si badi, però, che il sì che diciamo a un gruppo non vive solo nel click estemporaneo che ci permette di sbarazzarci della notifica d’invito. Il nostro nome e il nostro cognome resteranno elencati fra quelli degli altri utenti, pronti ad essere utilizzati contro di noi nei modi più vari. Fosse anche solo essere letto ed accomunato a quelli degli ignobili amministratori di gruppi del genere. Come se avere a disposizione un database di decine di migliaia contatti non fosse abbastanza, per essi.
Il meccanismo è dei più perversi. Il punto, però, sembra essere anche un altro: i giornali, di questi fenomeni, sembrano nutrirsi con molta voracità. Gruppi come quello contro i Down, quando vengono riportati dai media, improvvisamente scaricano anche sulle pagine in cui se ne parla parte dell’assurda suggestione mediatica che il sensazionale, l’osceno, l’indicibile hanno avuto su chi ha detto sì al gruppo virtuale. La tentazione è troppo forte, superiore spesso al dovere di informare. E il male della cattiva comunicazione si diffonde alla pessima informazione. La speranza è che l’informazione buona, coi tanti utenti che in questi giorni stanno cercando di sapere di più sulla sindrome di Down, magari soprattutto online, possa prendere il sopravvento.
sandro-kensan
22 feb 2010 - 16:55 - #1Non sono iscritto a Facebook ma sottoscrivo la perversione dei giornali e dei loro lettori nel nutrirsi di fatti di questo genere.
fandango
22 feb 2010 - 17:08 - #2Fin tanto che tutti ne parlano il loro obiettivo è stato raggiunto.
badola
22 feb 2010 - 17:17 - #3ANche secondo me , il motivo principale era quello di fare parlare di sè, in certi casi l’ignorare certi fatti e ovviamente cancellare il gruppo in questione sarebbe la cosa migliore
abel233
22 feb 2010 - 17:44 - #4Facebook è spazzatura semplice….
thelostone
22 feb 2010 - 18:19 - #5L’Italia: dove basta il titolo di un gruppo su un social network scritto da un idiota per far notizia e gridare allo scandalo.
Se si dovessero assecondare tutte le cose che si leggono in rete saremmo finiti.
Ma in Italia sono tutti lì a indignarsi, a scandalizzarsi, a scriverne operosi. Che paese di mentecatti.
softcodex
22 feb 2010 - 18:34 - #6#thelostone : si tratta di una forma alternativa di propaganda di regime : per non parlare dei problemi reali, diamo in pasto al popolino ogni sorta di minkiata.
…e purtroppo sono anni che questa forma di rincitrullimento mediatico sta funzionando alla grande.
thelostone
22 feb 2010 - 18:50 - #7@softcoredex - Hai colto pienamente nel segno.
Abebe Bikila
22 feb 2010 - 19:15 - #8La cosa che la gente non capisce è che questi gruppi dal titolo altisonante (come i celeberrimo “picchiamo i cani” o “legalizziamo lo stupro”) non hanno alcuna pretesa di serietà: sono delle provocazioni -anche se di cattivo gusto- che nascono solo con l’intento di portare alla luce un po’ di ipocrisia.
Infatti, non appena salta fuori un gruppo del genere, ci sono centinaia di persone che si iscrivono per andarli a insultare, facendo aumentare il numero degli iscritti. E poi? Una volta vomitata la loro rabbia, ne invocano la chiusura e FESTEGGIANO quando questa avviene, pensando di aver reso facebook un posto migliore.
Ma una volta che fai chiudere un gruppo intitolato “Picchiamo i cani”, creato da un fake di nome Daniele Sticazzi, cosa hai risolto? NESSUNO degli iscritti a quel gruppo avrebbe mai picchiato un cane (o usato un down come tiro a segno), quindi non è assolutamente cambiato nulla. Chi fa del male agli animali o alle persone, continuerà a farlo al di fuori di FB.
Questi gruppi vanno ignorati; nel momento i cui si dà loro considerazione, non si fa che stare al gioco dei provocatori.
Tralasciamo il caso dei TG che hanno montato il caso: ieri il Tg5 addirittura ha parlato di altri gruppi dal titolo ignobile, tra cui “Uccidiamo Berlusconi”. Non hanno perso occasione per strumentalizzare questa non-notizia.
guybrush_threepwood
22 feb 2010 - 20:39 - #9“su internet nessuno sa che sei un cane”
tia
23 feb 2010 - 10:01 - #10@thelostone
@softcodex
quoto in pieno.
“La cosa che la gente non capisce è che questi gruppi dal titolo altisonante (come i celeberrimo “picchiamo i cani” o “legalizziamo lo stupro”) non hanno alcuna pretesa di serietà:”
Il problema è proprio l’ignoranza degli utenti che credono a tutto quello che vedono;
vedo ancora utenti che mi mandano tutti convinti l’invito a iscrivermi all’account vip, quello oro o stron zate del genere…
più stupida è la cosa più ci credono e più iscrizioni raccolgono.. io rimango sempre sbalordito, non mi sembra ne vero ne possibile.. eppure!
Poi se pensi che molti di questi hanno il diritto di voto, a posto siamo O_o
Ma secondo voi si fermerà mai tutta sta spazzatura?
Perchè quelle volte che leggo la home mi accorgo che sono proprio alla frutta, vedi i soliti “x tt qll ke” e cavolate simili… una volta ho visto un gruppo, per tutti quelli che hanno il cognome che inizia con la lettera f… ma a cosa serve? O_o
Spero che prima o poi finiscano creando un nuovo gruppo “x tt qll ke nn hanno + x tt qll ke da scrivere”
Botweb
23 feb 2010 - 13:21 - #11Qua ho trovato un altra possibile spiegazione http://bazingaworld.blogspot.com/2010/02/gruppi-antigruppi-e-la-favola-di_22.html
maloxplay
24 feb 2010 - 00:09 - #12gli imbecilli cercano sempre di farsi notare…
non c’è cura!