Il ché non significa che l’azienda sia intenzionata a farlo davvero: al contrario i vertici di Google hanno già smentito questa opportunità. Eppure attraverso la fondazione filantropica Google.org il colosso di Mountain View ha ottenuto l’autorizzazione a rivendere pacchetti d’energia elettrica a terzi dalla FERC.
La commissione preposta alla regolamentazione dell’energia elettrica statunitense ha accordato a Google la facoltà d’acquistare e vendere “riserve” di energia, ma l’azienda intende farne un uso prettamente interno: non si può dire altrettanto dei suoi partner commerciali per PowerMeter, l’applicazione per il risparmio energetico che avevamo presentato un anno fa su queste stesse pagine.
In realtà Google è più che altro interessata a calmierare i propri costi di consumo per l’elettricità: è lo stesso motivo per cui la società ha investito in eSolar. Del resto i data center di Mountain View richiedono da soli 103 megawatt di potenza, quanto basterebbe per rifornire la città di Oakland per sei mesi.
Via | ReadWriteWeb
Luca Venturini
20 feb 2010 - 11:41 - #1Ciao, non si capisce molto bene la storia di Oakland. Una potenza di 103 MegaWatt e’ quella che consuma la citta’ di Oakland, continuamente. Non ha senso parlare di tempo. Oppure forse Oakland consuma meno? E’ come dire che una lampadina e’ da 10W ogni due mesi. La lampadina e’ da 10W e basta.
carletto123
20 feb 2010 - 11:51 - #2Infatti il paragone con il consumo della città non sta in piedi. I consumi si misurano in Wh (watt-ora, e suoi multipli) mentre quella indicata è la potenza assorbita (che si misura in Watt). Ovviamente per un datacenter la potenza è assorbita in modo continuo e costante quindi in prima approssimazione si puo’ dire che i datacenter consumino 103MWh. Poi in realtà ci sono picchi e gole nell’andamento della potenza assorbita.
Tolto questo, per l’assorbimento di una città dipende da quanta gente, a che ora lo si misura, ecc: http://en.wikipedia.org/wiki/Oakland,_California
Un interland di 7 milioni di persone non consuma solo 103MW. Tuttavia questi 103MW sono quelli che giornalmente una centrale Enel tipo l’Alessandro Volta eroga alla rete nazionale!
Il problema non è nell’assorbimento ma nel fatto che i datacenter sono sparsi nel mondo e paghi 20 tariffe differenti!