
Petizioni online: croce e delizia dell’utente internet. Alzi la mano chi non ha mai ricevuto un invito, almeno una volta nella vita. Spesso di tratta di catene di Sant’Antonio a base di bufala, un po’ come la questione dei delfini danesi dibattuta dal nostro amico Paolo Attivissimo.
Prendiamo allora l’occasione della segnalazione di FeedMyApp per Firmiamo.it, un altro servizio che ospita petizioni online. E’ necessario ovviamente registrarsi e in pochi istanti si potrà creare una petizione da far “firmare” ad amici e parenti. Chi vuole aderire deve inserire nome, cognome, email e cap. E’ possibile anche lasciare un messaggio.
La domanda è: le petizioni online funzionano? Per poter colpire il bersaglio, prima di tutto una petizione deve essere credibile. Scorrendo le petizioni proposte, ne vediamo alcune che potremmo definire quantomeno “bizzarre”: Sostegno alla Fiction Tutti per Bruno, Appello a Italia Uno affinchè ritrasmetta i cartoni animati di una volta,cioè i VERI cartoni animati, Salviamo il Fantabosco e la tv dei ragazzi, e via così. Sempre in fatto di credibilità, i sottoscrittori dovrebbero essere quanto meno “certificati”. Avete già intuito che è fin troppo semplice inserire un qualsiasi nome fittizio e mail.
In ogni caso, inserendo i propri dati, si viene avvisati con un bel disclaimer per tutto ciò che riguarda la privacy. Al punto a leggiamo:
a) i dati personali saranno destinati esclusivamente a comunicare con i firmatari e saranno trattati con mezzi automatizzati e non; potranno essere oggetto, in forma anonima, di analisi di tipo statistico ovvero essere oggetto di articoli e saggi vari; I Suoi dati personali, potranno essere trattati direttamente - anche tramite qualsiasi mezzo o tecnologia: (e-mail, telefono, sistemi automatizzati) anche per finalità informative o promozionali: newsletter informative sulle petizioni; iniziative promozionali su prodotti; invio, anche tramite SMS, posta elettronica o altri mezzi, di materiale pubblicitario e informazioni commerciali; iniziative promozionali su prodotti e/o servizi di società terze;
Torniamo alla domanda iniziale: le petizioni online funzionano? Se non darete un peso alle firme allegate alla petizione stessa, probabilmente non porterete a casa il vostro obiettivo. Stando le cose come sopra, le firme raccolte tramite Firmiamo.it e siti simili sono pressochè inutili.
Facendo una ricerca in rete, ho visto che il Parlamento Europeo prevede la possibilità di invio di petizioni online. Attenzione che in questo caso per petizione si intende:
Una petizione può assumere la forma di una denuncia o di una richiesta e può fare riferimento a questioni d’interesse pubblico o privato.
Sembra che il tutto venga preso molto seriamente:
La petizione sarà inviata alla commissione per le petizioni, incaricata di gestire la procedura e di formulare le opportune raccomandazioni e conclusioni. Le petizioni che contengono un linguaggio offensivo o che non sono pertinenti nella sostanza non saranno oggetto di esame né di risposta da parte dalla commissione per le petizioni. La commissione per le petizioni comunicherà le informazioni relative al seguito dato alla petizione per posta.
Se avete mai organizzato una petizione online, fateci sapere com’è andata.
::: ghost :::
12 feb 2010 - 16:18 - #1secondo me non servono a niente
::: ghost :::
12 feb 2010 - 16:19 - #2però non fanno neanche male a nessuno
vk
12 feb 2010 - 18:03 - #3non servono a niente, non si può essere sicuri dell’identità di chi firma, infatti le petizioni vere serve un documento di identità valido….
nospam3
12 feb 2010 - 18:53 - #4@però non fanno neanche male a nessuno
Tranne a quelli che ci fanno i soldi in pubblicità ricevendo “gratuitamente” milioni di e-mail… mi dispiace per i pollacchiotti che ci sono cascati.
Sbronzo di Riace
12 feb 2010 - 18:54 - #5non servono a niente
::: ghost :::
12 feb 2010 - 19:43 - #6“Tranne a quelli che ci fanno i soldi in pubblicità”
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stai parlando di Google? :)
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fREAKgast
13 feb 2010 - 14:39 - #7@::ghost:: madon ma tu sei fissato con Google..ma sul serio
Daniele62
03 mar 2010 - 15:31 - #8Dato che lo spam esistente che invade le caselle mail non basta, ci si mettono anche i signori di firmiamo.it (signori è un eufemismo). Dargli degli spammer sarebbe poco in quanto rivendono gli indirizzi mail di chi si iscrive al loro sito (peraltro sempre in ritardo). Deduco quindi che il loro vero scopo sia il business dello spaccio di indirizzi mail.
Luisa romanesi
30 ago 2010 - 15:30 - #9In realtà le petizioni online hanno un grande potere mediatico quindi secondo me non sono da sottovalutare.Per quanto riguarda invece le forme di guadagno dei siti… beh chi fa qualcosa gratis per nulla?
Sgroggo
20 gen 2011 - 13:42 - #10Rispondendo a questo “non servono a niente, non si può essere sicuri dell’identità di chi firma, infatti le petizioni vere serve un documento di identità valido….”
Anche qui è inesatto visto che chi le raccoglie non è un ufficiale o comunque persona qualificata, quindi online o cartacea hanno lo stesso valore.
mrrux
03 feb 2011 - 16:19 - #11Ho lanciato una petizione nel 2009, il sito si è bloccato, l’assistenza tecnica cadeva dalle nuvole, usavano le mail dei firmatari per inviare spam pubblicitario e si sono rifiutati di fornirle a noi per comunicare con i nostri firmatari.
Può bastare?
Giovanni423
06 set 2011 - 12:07 - #12Ragazzi, firmiamo.it = Speakage = forzasilvio.it = Berlusconi
Non fatevi ingannare, sapete come usano i vostri dati…
Ci sono altri siti migliori (e più efficaci) per fare petizioni, es: petizionionline.it
dadabi771
06 set 2011 - 12:29 - #13Nemmeno io mi fido, etica 0, state attenti a chi date i vostri dati e a come li possono usare!