Negoziati ACTA, segreti e silenzio assoluto

actaACTA, un nome che sulla carta dovrebbe significare Anti-Counterfeiting Trade Agreement, ovvero un trattato internazionale anticontraffazione. C'è qualcosa di oscuro in questi negoziati ACTA, se davvero si fa fatica a capire di cosa si tratti in realtà.

C'è infatti un velo di silenzio impenetrabile attorno a questo accordo internazionale. ACTA dovrebbe portare in teoria ad una stretta alla contraffazione, in pratica sarà qualcos'altro. Come spiegare altrimenti il segreto di stato posto da Obama per motivi di "sicurezza nazionale" nello scorso Marzo? Qualcosa non quadra se vengono "svelati" i segreti delle torture della Cia, mentre si vuole far passare sotto silenzio i dettagli di un semplice negoziato anticontraffazione.

Non si riesce a trovare materiale di una certa rilevanza sui media tradizionali italiani, è allora necessario passare in rassegna i siti "underground", cercando di risalire alle fonti. Parla di ACTA LSDI Lsdi (Libertà di Stampa Diritto Informazione), con un articolo sull'ultimo round tenuto a fine Gennaio in Messico. Ecco cosa si celerebbe dietro ad ACTA:

imporre un accordo ‘’volontario’’ fra i fornitori di accesso a internet e i titolari dei diritti per combattere in maniera extra-giudiziaria le violazioni al diritto d’ autore attraverso una risposta graduata e un filtraggio oppure la soppressione automatizzata dei contenuti. Per forzare gli operatori ad accedere a tali restrizioni, ACTA li renderebbe responsabili delle violazioni al diritto d’ autore compiuto dai loro utenti.



Su Punto Informatico una cronistoria di quanto accaduto nell'ultimo anno. Più pungente è l'appello che proprio ieri Scambio Etico ha indirizzato ai parlamentari italiani. Ne riprendo due stralci:


Appare sempre più evidente che ACTA lederà le libertà dei cittadini italiani e il commercio nazionale molto più di qualsiasi ordinario accordo commerciale. I rappresentanti della Commissione sostengono che i negoziati armonizzeranno la legislazione del mercato interno, influenzeranno i diritti su Internet e le responsabilità degli intermediari delle comunicazioni elettroniche. I negoziati su ACTA avranno quindi profonde implicazioni per la libertà di espressione, per il diritto alle comunicazioni private e per le attività commerciali basate su Internet. Tali negoziati non dovrebbero essere segreti: il processo legislativo è il cuore della democrazia parlamentare italiana. ACTA deve essere soggetto alla trasparenza che un regolare processo democratico richiede.

Al fine di raggiungere tale indispensabile trasparenza, l’impianto di negoziazione deve essere cambiato. L’Italia sarà legalmente vincolata a questo accordo, ma il Parlamento italiano non è mai stato informato nel merito dei contenuti né ha potuto analizzare l’impatto che questo accordo avrà sul nostro sistema legale. ACTA è solo in apparenza un accordo commerciale: in realtà esso è di natura legislativa, come confermato dal rapporto trapelato dei negoziatori della Commissione Europea e come inoltre dichiarato dal Commissario Designato per il Mercato Interno Barnier.

Quindi, secondo Scambio Etico, siamo alla vigilia di una stretta sulle libertà personali. Una serie di norme che non verranno decise da chi abbiamo votato, nel bene o nel male, ma da una ristretta cerchia di individui che hanno "negoziato" a livello internazionale. Personalmente, sono un po' refrattario sui complottismi. Qui però c'è da dire che la segretezza con la quale viene portata avanti tutta la vicenda fa davvero sentire puzza di bruciato.

Vedremo se nelle prossime settimane ci saranno degli squarci nel muro di silenzio che ha avvolto la carta stampata italiana. C'è il rammarico nel constatare che i molti che su internet si strappano le vesti quotidianamente per la libertà di stampa, non abbiano ancora preso posizione su questo caso. Sarà davvero ACTA l'unico trattato di cui non sapremo nulla prima che entri in vigore?

UPDATE: ne ha parlato anche Quintarelli sul proprio blog.

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