Whisper, il social network di leak e segreti, spia gli utenti

Whisper dovrebbe offrire "il posto più sicuro del web", ma è un inganno - non ci provano neppure a mantenere anonimi gli utenti.

whisper

Whisper, più o meno come il suo rivale Secret è un social media piuttosto popolare in certi gruppi di interesse - in particolare quello del mondo hi-tech di Silicon Valley. Detto sinceramente, non sono poi moltissimi gli utenti in confronto ai “bestioni” social come Twitter e Facebook, ma Whisper e Secret sono il posto in cui un pubblico di arrabbiati, tra cui sviluppatori, startupper e giornalisti vanno a dire la loro senza peli sulla lingua, sicuri che la loro identità sia un segreto. Ma è davvero così?

Il britannico The Guardian ha scoperto che Whisper è tutt’altro che anonimo e sicuro: esamina la posizione dell’utente, e conserva per sempre questi dati di geolocazione. Oltre a rivenderli per fini commerciali, è anche dispostissimo a censurare leak troppo scomodi e segnalare al Dipartimento di Difesa statunitense i post provenienti dall’interno delle basi militari.

Il riferimento alle basi militari è piuttosto importante: Whisper è diventato estremamente popolare tra i militari, che come tradizione vuole sono pettegoli, insoddisfatti e portati a borbottare e lamentarsi continuamente.

“Non è poi tanto grave…”


The Guardian

ha scoperto queste cose perché stava esplorando un possibile rapporto editoriale con Whisper, che ultimamente pareva abbastanza rapido a pescare e mettere in luce i post più esplosivi e affascinanti. Sotto gli occhi attoniti degli inviati della testata inglese, tuttavia, il motivo di tale tempestività è uscito allo scoperto: alcuni impiegati di Whisper non facevano un segreto di intercettare le posizioni dei loro utenti, e cosa ancora più grottesca per chi si vanta di essere un servizio anonimo, avevano una lunga lista di “utenti vip”, seguiti a loro insaputa. In questo “club” c’erano impiegati di Disney e Yahoo, personalità politiche e militari e altri individui notevoli per la loro capacità di postare contenuti degni di notizia.

Secondo il Guardian, Whisper non si fa nessun problema a spedire informazioni al Dipartimento della Difesa, all’FBI e persino a degli stranieri, il Mi5 inglese.

Il CTO di Whisper ha subito risposto dicendo che l’articolo del Guardian è un’assurdità. Certo, si fa del tracking della posizione, ma è solo per sapere gli orari dei vari post e spedire contenuti rilevanti, che non siano spam agli utenti. Insomma “nulla di grave” e “non c’è alcuna precisione”. Va però fatto notare che DePue non ha fatto voce sulle condivisioni con la polizia e sulla lista di utenti interessanti. E non solo, ci sono grossi problemi con le sue affermazioni.

Come fanno notare gli esperti di sicurezza interpellati da Ars Technica, tuttavia, queste attività sono esattamente definibili come tracking. L’anonimato consiste nel non immagazzinare dati di alcun genere, Whisper avrebbe dovuto trovare un modo di preservare gli utenti dallo spam senza cercare di individuarli, così ha rinunciato a risolvere il problema è in definitiva fa finta di essere anonimio/strong>.

In definitiva, l’anonimato è altro. Whisper e Secret non sono poi così tanto affidabili, e c’è una profonda differenza con network distribuiti, totalmente anonimi come Tor.

  • shares
  • +1
  • Mail