Poche settimane fa vi abbiamo segnalato alcune importanti voci contro il Decreto Romani, quello - per intenderci - che riguarda anche i filtri per i contenuti internet. Negli ultimi giorni ci sono state altre significative prese di posizione contrarie al decreto, come quella di Corrado Calabrò: il presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ritiene infatti che “un filtro generalizzato su internet da una parte è restrittivo, come nessun paese occidentale ha mai accettato di fare, dall’altra è inefficace perché è un filtro burocratico a priori.”
E sulla questione appare scettico anche Bruno Murgia, deputato del Pdl e componente della commissione Cultura alla Camera, che in una nota diffusa oggi ha comunicato tutte le sue perplessità a riguardo:
“Concordo in pieno con le osservazioni del Garante Calabrò. Il filtro su internet è restrittivo e rischia di risultare del tutto inefficace. Sono d’accordissimo sul perseguire, anche penalmente, tutti quei soggetti che attraverso i siti delinquono a vario titolo - le leggi esistono già - ma non si può tollerare una mano pesante in un settore che è considerato decisivo per lo sviluppo della democrazia e l’affermarsi dei diritti civili, come il caso Iran insegna.”
Insomma, questo decreto proprio non piace e la cosa che più colpisce è che, una volta tanto, la levata di scudi contro i filtri sul web sembra essere più bipartisan del solito. Lo prendiamo come un buon segno?
Via | Agi
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02 feb 2010 - 17:16 - #1erano più democratici e liberali gli ANTICHI Romani… :)
bejelit
02 feb 2010 - 17:28 - #2ahhhhh beh allora stiamo tranquilli,
c’erano fior fior di critiche bipartisan (anzi + da destra che da sinistra) anche per il lodo alfano, e sappiamo com’è finità!
danilo-freiles
02 feb 2010 - 18:32 - #3“Lo prendiamo come un buon segno?”
Noo, è solo che non si sono ancora messi d’accordo sul prezzo.
billy-belial
02 feb 2010 - 19:02 - #4“Internet, Impresa ed Inglese”, ricordate? Ora lo slogan è diventato “Televisione, Precariato e Dialetto da studiare”